martedì, 20 gennaio 2009

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Bologna censura Luttazzi - Il terzo braccio col dito medio alzato non passa: i manifesti dello spettaccolo "Decameron" dell'attore romagnolo, considerati volgari, non compariranno sui muri della città
Notizia del 20 gennaio 2009 - 09:00

Bologna censura Luttazzi

Il terzo braccio col dito medio alzato non passa: i manifesti dello spettaccolo "Decameron" dell'attore romagnolo, considerati volgari, non compariranno sui muri della città

A sorpresa, unica tra le città italiane che hanno ospitato lo spettacolo teatrale di Daniele Luttazzi, Bologna censura il manifesto pubblicitario del Decameron, alla prima il 23 gennaio prossimo, considerato troppo volgare. E sì che giocava in casa, il comico romagnolo, che dichiara: «L'immagine è stata giudicata troppo forte ed è stata rifiutata dalla concessionaria. Bologna è l'unica città italiana che mi ha censurato il manifesto dello spettacolo».

La locandina dello scandalo ritrae un Luttazzi seduto in poltrona, con un terzo braccio col dito medio alzato che fuoriesce dalla zip dei pantaloni, sotto la scritta: E' questo il modo di dare una notizia? «Avevamo pianificato da tempo la pubblicità per lo spettacolo - continua l'attore - e la grafica che abbiamo scelto è quella di Decameron che si può vedere anche sul mio sito. Voglio far presente che il manifesto è rimasto affisso sulle strade consolari di Roma per tre mesi e che, anche nelle altre dieci città dove abbiamo portato il monologo, non c'è stato nessun problema».

«A Bologna gli spazi pubblicitari sei per tre sono gestiti dalla IGP Decaux - ha precisato Luttazzi -, che per inciso è la stessa che ha proibito gli slogan atei sugli autobus di Genova: mi hanno detto che l'immagine era troppo forte e che non l'avrebbero accettata. La stessa risposta è venuta dall'Atc, l'azienda di trasporti bolognese, riguardo alle immagini sugli autobus»

«Dal Comune mi è stato chiarito che non potevano censurare il manifesto, ma d'altra parte non potevano garantire che qualcuno potesse rivalersi contro di me in caso si ritenesse in qualche modo offeso. Ho dovuto rimettere mano ai manifesti, col risultato che abbiamo tagliato l'immagine e ora sui manifesti c'è solo la mia faccia, in pratica sembra la parodia di un manifesto, è talmente ridicolo! - commenta l'attore -. Io dal 2001 ho smesso di interrogarmi, mi limito a descrivere quello che capita e constato che il fatto è di una ridicolaggine infinita. Evidentemente a Bologna non vogliono storie, ma la cosa che colpisce è che una vicenda del genere capiti proprio in questa città. Ad ogni modo il manifesto con la mia faccia è ovunque, ed è veramente impressionante».

Da questa mattina su www.libero.it è possibile leggere questa notizia...
in effetti ho visto in giro per Bologna il manifesto censurato...
Cosa succede?
Può una concessionaria di affissioni censurare un
manifesto, oppure è tutta una manovra pubblicitaria?
Cosa ne pensate?

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.
postato da: degiorgioblog alle ore 09:20 | Permalink | commenti (7)
categoria:bologna, decameron, luttazzi, degiorgioblog