venerdì, 29 febbraio 2008
Walter Veltroni annuncia la candidatura di un'altra giovane alla guida delle liste del Pd. Parlando al Teatro del Pavone di Perugia, il segretario del Partito Democratico comunica ufficialmente che a guidare le liste del partito in Campania ci sarà Pina Picierno, una ragazza di 26 anni, già responsabile dei giovani della Margherita. "Ci saranno tanti altri ragazzi nelle nostre liste - precisa Veltroni -. Sono loro il nuovo Pd, l'immagine di una forza che guarda al futuro". Veltroni sottolinea che la Picierno viene candidata nella circoscrizione dove prima era Ciriaco De Mita. Il segretario del Pd torna a ringraziare quanti, a cominciare da Romano Prodi e Giuliano Amato, "hanno fatto spazio" scegliendo di non ricandidarsi e ribadisce le critiche a De Mita, che ha lasciato il partito perché non è stato inserito tra i candidati.

I giovani sono con il Pd. Perché "noi intercettiamo il senso e il bisogno di novità del Paese". Così il segretario del Pd, Walter Veltroni, intervenendo ad una iniziativa a Perugia, ricorda alcuni sondaggi che danno il Pd al primo posto tra il gradimento dei giovani con ben dieci punti di distacco da altre forze politiche. "Si sente davvero un'aria del tutto nuova - afferma Veltroni - che i sondaggi non registrano". Il segretario del Pd spiega così la partecipazione, soprattutto dei giovani, alle manifestazioni che sta facendo in giro per l'Italia, occasioni "in cui si parla di cose concrete, in modo sereno". Poco prima del suo intervento, sono saliti sul palco tre giovani, Tiziano di 16 anni, che ha chiesto interventi a favore dell'Università e della formazione; Adele, laureanda in Giurisprudenza che ha invece lamentato la situazione di precarieta' che vivono i giovani e Daniela, biologa da due anni, che ha infine chiesto interventi a favore della ricerca. I giovani, appunto, uno dei due elementi che "non mancheranno mai" nella campagna elettorale di Veltroni. Il primo è il Tricolore, il secondo la presenza dei giovani, "che dicono e portano il loro punto di vista. I ragazzi cercano chi sa parlare e costruire meglio il futuro".  Fonte:www.Libero.it

Intanto...

Berlusconi:programma Pd come nostro

Veltroni: programma copiato? allora va bene. . .

(ANSA) - ROMA, 29 FEB - Battibecco a distanza tra Berlusconi e Veltroni sui programmi delle rispettive coalizioni in vista delle elezioni di aprile. 'Il programma del Pd e' la versione statalista del programma del centrodestra', ha detto il candidato premier del Pdl oggi a Roma presentando il suo programma. Non tarda la replica di Veltroni che da Perugia ironizza: 'Se il nostro programma e' copiato allora vuol dire che va bene, non dovrebbe essere oggetto di contumelie'. Fonte:www.Libero.it

...e,dulcis in fundo...

COMUNICATO DELL'UFFICIO POLITICO

IL SIMBOLO DELLA DC TORNA NELLE COMPETIZIONI ELETTORALI.

 FIRMATO DAL SEGRETARIO GIUSEPPE PIZZA L'ACCORDO ELETTORALE CON IL PDL AL SENATO.  

 

Pizza Segretario

Il Segretario della Democrazia Cristiana, Giuseppe Pizza, ha firmato a Roma l’accordo con il PDL, che ha nell’On. Silvio Berlusconi il candidato premier, per l’apparentamento al Senato della Repubblica.

Fonte:www.democraziacristiana.org

"C'é una sentenza del Tribunale di Roma che parla chiaro - spiega Pizza - chiederemo che venga eseguita. Fino ad ora non abbiamo voluto arrivare ad una soluzione estrema con gli amici dell'Udc, che fanno parte della nostra tradizione politica e culturale, ma lo scontro politico rende impossibile che sulla scheda elettorale ci siano due scudi crociati".  "Abbiamo proposto - conclude - di presentarci al fianco del Pdl in tutto il Paese, così da consolidare la sua vittoria anche nelle regioni del Nord". (ANSA).

In definitiva:Pizza,non ti vergogni? Fai la parte(diciamo così...) di quello che si vende per un piatto di minestra!Quel che è grave è che svendi un simbolo che ti ritrovi Dio solo sa come(con tutto il rispetto per la Sentenza...)ad un "cainano"

che lo attaccherà sull'album delle figurine senza neanche richiedere il biliardino in premio...

Evidentemente il mondo è dei poveri di spirito...


 

Saluti per tutti.


 

Marcello De Giorgio.

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mercoledì, 27 febbraio 2008



Se il Paese si troverà nuovamente con il Senato in una posizione di ingovernabilità sarà chiaro, per la seconda volta, che le responsabilità le porta tutte il leader del PdL, Silvio Berlusconi, per aver fatto questa legge elettorale due anni e mezzo fa e per essersi rifiutato di modificarla quando c’è stata la possibilità con la candidatura di Marini.

Il fatto che promuova un eventuale Governo di larghe intese ci fa pensare solo che non si senta più così sicuro di vincere, come in effetti sta accadendo.


Postato da Massimo Donadi in | - fonte:italiadeivalori.it


Berlusconi
: Di pietro mi fa orrore.
La replica: ha solo paura.                                                                        Antonio Di Pietro

Da Silvio Berlusconi una stoccata al leader dell'Italia dei valori, alleato del Pd di Walter Veltroni: "Io ho orrore di Di Pietro e lo dico alto e forte"
, ha detto il leader del Pdl, sottolineando che l'ex pm è "il campione delle manette". Dichiarazione, quella di Berlusconi, che non è passata inosservata all'interno del Partito Democratico: "Mi pare di ricordare che fu proprio Berlusconi, qualche anno fa, ad offrire un posto da ministro a Di Pietro", ha detto Antonello Soro. D'accordo con il capogruppo del Pd alla Camera tutta l'Italia dei Valori, il partito dell'ex pm. Con Silvana Mura che rilancia: "Quello che dovrebbe suscitare orrore è la concezione molto particolare che Berlusconi ha dimostrato avere per la giustizia, come testimoniano le leggi ad personam prodotte dai suoi governi e il corposo pacchetto di nuove leggi vergogna che ha già annunciato di voler presentare nelle prossima legislatura".

Solo "contumelie", dettate dalla "paura per il risultato elettorale". Poi la replica a distanza del diretto interessato: "Evidentemente Berlusconi comincia a temere il risultato elettore se impegna se stesso e quintali di inchiostro dei suoi giornali nella denigrazione dell’avversario, e per il solo fatto che in un'altra vita ho esercitato la funzione di pm facendo il mio dovere. Berlusconi - ha aggiunto Di Pietro - mi ricorda la storia della volpe e dell'uva... Anni fa mi voleva come ministro dell'Interno - ricorda il leader dell'Idv - oggi non mi vuole in Parlamento".
Fonte:Affari Italiani - www.Libero.it

Incoerenza? Cos'è questa terminologia caramellata?
Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.
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mercoledì, 27 febbraio 2008
Roma 26.02.08 :“Lo dico da tanto tempo che il canone Rai va abolito perche’ e’ una tassa ingiusta” dichiara Egidio Pedrini segretario della Commissione Comunicazioni delle Camera e membro della Commissione di Vigilanza Rai che prosegue “Mi rincuora la proposta del sito di La Repubblica che ha raccolto più di 38000 firme contro il canone Rai sui computer, ma vorrei che il medesimo sito proponesse un sondaggio sull’abolizione totale del canone Rai. Questa tassa – conclude Pedrini – è sbagliata, estenderla ad ogni tecnologia audiovisiva significherebbe porre ostacoli al sapere dei nostri giovani”.
Ufficio Stampa On. Egidio Pedrini.

Sfonda una porta già spalancata,On.Pedrini!

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.
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domenica, 24 febbraio 2008

Fratelli tedeschi, dichiarateci guerra!

BismarkOtto von Bismark


Il mio appello al popolo tedesco pubblicato sul settimanale Die Zeit.

"L’Italia lancia un appello ai fratelli tedeschi. Dichiarateci guerra. Ci arrenderemo volentieri. Non dovrete sparare neppure un colpo di fucile. Lanceremo violacciocche e mimose ai vostri Franz e Gunther in sfilata. Siete la nostra ultima speranza. Intanto, mentre riflettete e preparate i vostri carri armati, vorremmo che vi prendeste cura dei nostri dipendenti pubblici. Ogni giorno vi inviamo i nostri rifiuti dalla Campania in treno. I nostri politici sono rifiuti tossici, basta aggiungere qualche vagone in più, ben chiuso per farli arrivare a Berlino o a Colonia. Prendete anche loro per favore. All’arrivo termovalorizzateli subito, sono contagiosi più dell’Ebola e della febbre del Nilo. Vi pagheremo bene. Vi do la mia parola che non avrete in cambio bond della Parmalat, il più grande fallimento della Storia, o della Cirio e neppure azioni dell’Alitalia, che perde un milione di euro al giorno. Posso rassicurarvi anche sui titoli di Stato: non faranno parte del compenso. L’Italia ha il debito pubblico più grande di Europa, circa 1.626 miliardi di euro. Se dovesse rimborsare tutti i BOT e i CCT lo Stato italiano dichiarerebbe bancarotta e la gente sparerebbe per le strade.
Vorrei suggerirvi qualche nome per i passeggeri dei vagoni piombati. Molti li conoscete, sono famosi anche all’estero come Berlusconi che ha offeso un vostro rappresentante alla Comunità Europea dandogli del kapò. Un uomo che si è fatto da solo con un piccolo aiuto da parte degli amici. In Italia l’amicizia è sacra e se gli amici si chiamano Bettino Craxi, morto latitante in Tunisia, o Marcello Dell’Utri, condannato per frode fiscale e false fatturazioni e creatore di Forza Italia, o Licio Gelli, condannato per aver infiltrato la sua organizzazione, la P2, in tutti i settori dello Stato italiano, si può chiudere un occhio. Gli amici non si tradiscono mai, soprattutto se ricambiano. Craxi, ad esempio, gli ha permesso con un decreto legge ad hoc di disporre di tre canali televisivi nazionali con cui fa propaganda politica per il suo partito e Gelli lo ha iscritto alla sua organizzazione di delinquenti. Berlusconi possiede anche la Mondadori, il più importante gruppo editoriale italiano. Se lo è aggiudicato grazie alla corruzione di giudici del suo avvocato di fiducia, Cesare Previti, poi finito in galera. Se la Merkel possedesse tre televisioni e 40 tra giornali e settimanali non avrebbe bisogno di fare la Grosse Koalition. Alle elezioni avrebbe l’80% dei voti. Perché non glielo proponete?
Il conflitto di interessi da noi è una barzelletta che ci racconta da anni il centro sinistra. I suoi esponenti passano in realtà il loro tempo a parlare di banche e di assicurazioni al telefono, qualcuno va in barca, qualcuno ad Arcore a rassicurare Berlusconi. Si chiamano Violante, Fassino, D’Alema. Gli ultimi due sono sotto indagine da parte della Procura di Milano. Il giudice si chiama Clementina Forleo, i suoi genitori sono morti in uno strano incidente dopo essere stati minacciati e lei è stata fatta passare per matta dai media, messa sotto processo e trasferita. Vorrei che vi prendeste anche Veltroni, il nuovo che ci avanza, un politico formatosi negli anni 70 e riverniciato con i colori del Partito Democratico (PD). Un nuovo brand che sostituisce quello dei Democratici di Sinistra (DS) che aveva rimpiazzato il nome Partito Democratico della Sinistra (PDS) che veniva dopo il Partito Comunista Italiano (PCI). I nostri politici sono come i camaleonti, cambiano nome e colore rimanendo sempre gli stessi. Sperano che gli elettori si dimentichino che la politica italiana è stata la peggiore di Europa negli ultimi vent’anni.
Non vorrei che vi dimenticaste Mastella che vive a Ceppaloni. Un signore che ha fatto divertire il mondo. Lui credeva di fare il ministro della Giustizia, ma era una comparsa. Lo hanno fatto ministro con un lecca lecca gigante e con un incarico preciso: fare l’indulto. Il primo atto del governo Prodi è stato la messa in libertà di 24.000 detenuti e la non messa in carcere di centinaia di funzionari pubblici, legati ai partiti. Mastella ha passato così tanto tempo a farsi fotografare in carcere con i galeotti che loro lo hanno adottato. Si è dovuto dimettere perché sua moglie è finita agli arresti domiciliari per concussione insieme a un numero imprecisato di esponenti del suo partito a conduzione familiare. Dini, un ex presidente del Consiglio, è un rifiuto extra tossico. Ha 77 anni e i suoi organi interni, in particolare il cervello, sono decomposti. La sua bella moglie è stata condannata per bancarotta a due anni e qualche mese. In Italia è un merito e lui ne è giustamente orgoglioso.
Vi chiedo di fare una retata in Parlamento per riempire i vagoni. Troverete 24 condannati in via definitiva per reati che vanno da associazione in banda armata, alla truffa, alla falsa testimonianza, all’associazione mafiosa. Ai magnifici 24 vanno aggiunti i condannati in primo e in secondo grado e i prescritti, in tutto un centinaio di gaglioffi. Prescritto da noi significa che la condanna è arrivata troppo tardi per finire in galera. Il campione mondiale di questo reato è il novantenne Giulio Andreotti, da scortare al binario in carrozzella. E’ stato condannato per contiguità con la mafia, ma a tempo scaduto. Per questo è stato promosso senatore a vita. Forse siete venuti a conoscenza del fatto che il Governatore della Sicilia è stato riconosciuto colpevole in gennaio, per aver favorito alcuni mafiosi, con una condanna a cinque anni, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. Ha mangiato un piatto di cannoli per festeggiare (pensava di prendere molto di più) e poi è stato costretto alle dimissioni. Ma non farà neppure un giorno di galera anche se sarà condannato in via definitiva (da noi ci sono tre gradi di giudizio). Due anni sono abbonati a ogni cittadino e tre sono un grazioso regalo della legge sull’indulto del facondo Mastella (ha un giro vita di 200 centimetri, mangia come un facocero). In compenso Cuffaro entrerà in Parlamento nominato dal suo partito. Infatti, la nostra legge elettorale, imposta con un colpo di mano da Berlusconi prima di mollare la presidenza del Consiglio nel 2006, prevede che deputati e senatori siano nominati dalle segreterie di partito e non eletti dagli italiani. In parlamento ci sono mogli, amanti, impiegati, portaborse, signorsì, pregiudicati, mafiosi, camorristi. Il cittadino può solo fare una croce su un simbolo.
Molti dicono che faremo la fine dell’Argentina, in realtà l’abbiamo già fatta, ma ci vergogniamo a dirlo in giro. Ci sono quasi sei milioni di precari in Italia che lavorano un mese si e uno no. I più fortunati guadagnano 800 euro al mese. Sono ragazzi e ragazze che non avranno mai una pensione. Ogni anno aumentano. L’industria italiana è la Fiat e poco altro. I grossi gruppi sono concessionari dello Stato, autostrade, telecomunicazioni, energia: sono dei monopoli. Gli investimenti stranieri in Italia sono crollati. La Spagna ci ha superato. Nelle classifiche europee siamo sempre penultimi o ultimi, ce la giochiamo ogni volta con la Grecia. L’Italia ha il più alto numero di truffe nei confronti della Comunità Europea. I fondi europei, circa 9 miliardi all’anno, finiscono quasi tutti a tre Regioni italiane, Campania, Calabria e Sicilia, dove comandano Camorra, Ndrangheta e Mafia. Un buco nero di commistioni tra politica e criminalità organizzata. Potrei andare avanti per ore, ma mi manca il coraggio e lo spazio. Fate partire il treno al più presto e invadeteci. Gli italiani sono dalla vostra parte. “Cry for me, Deutschland”. Beppe Grillo.

E' una provocazione "alla Grillo":ma riusciamo,ahimè,a dargli torto?

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.
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sabato, 23 febbraio 2008
22 Febbraio 2008

Chi tocca Mediaset subisce vili rappresaglie




E’ bastato che Antonio di Pietro e Italia dei Valori sollevassero, in questi giorni, il problema rappresentato dal monopolio di Mediaset nell’informazione televisiva privata e dal conflitto d’interessi di Berlusconi, soprattutto nel campo dei media che, all'improvviso, si abbatte come una scure l’attacco del “braccio armato” del Cavaliere. E così, i suoi giornali e periodici, con singolare tempismo e simultaneità di azione, sbattono in prima pagina un’accusa al più grande patrimonio di Di Pietro e di IDV, rappresentato dalla loro onestà ed integrità.

Il Berlusconi grande garantista, tale soprattutto quando deve garantire sé stesso, non solo con Di Pietro si prende un’eccezione, ma pone addirittura in essere, sui propri giornali di famiglia, una vera e propria operazione di killeraggio politico che ha un solo ed unico scopo, mandare un messaggio forte e chiaro: “chi tocca Mediaset muore”.

Può succedere, così, che una richiesta di archiviazione fatta dal P.M. relativamente ad una denuncia strampalata diventi addirittura un atto d’accusa da prima pagina. Questa vergogna, ad opera di chi usa il suo potere sull’informazione come una clava in campagna elettorale, non solo rappresenta un attacco politico meschino ma, soprattutto, ci dà la misura di quale sia l’Italia che ha in mente Berlusconi.

Postato da Massimo Donadi in . - Fonte:www.italiadeivalori.it

Serve altro?
Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.
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sabato, 23 febbraio 2008
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il risultato elettorale non credo possa essere diverso da quello che tutti si aspettano, cioe' una vasta maggioranza alla nostra parte politica anche in Parlamento che ci attribuisca il dovere di governare. Se pero' il risultato dovesse essere simile a quello di due anni fa, non avremmo esitazione a proporre di condividere le responsabilita' di governo, il Paese ha bisogno di una vasta concordia per risolvere i problemi". Lo ha detto a 'Matrix' Silvio Berlusconi rispondendo ad una domanda sulla possibilita' di realizzare larghe intese dopo il voto. (Gmg/Gs/Adnkronos).
Intanto:
(AGI) - Modena, 22 feb. - Bagno di folla a Modena per Walter Veltroni alla nona tappa del viaggio del suo pullman elettorale, che lo ha portato in terra emiliana, nella citta' dove domani nascera' ufficialmente il Partito democratico, con un congresso di cui faranno parte 400 delegati. Veltroni, dopo una cena a Nonantola con gli imprenditori della provincia di Modena, ha parlato alla festa del Partito democratico d'inverno a Modena: ad ascoltarlo alcune migliaia di persone, in molti non sono nemmeno riusciti ad entrare nella grande sala dove si e' tenuto il comizio elettorale.
Ma SB non aveva definito superflua la campagna elettorale
inquanto PdL avrebbe già vinto?
Si svelerà l'arcano il 13 aprile...
Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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mercoledì, 20 febbraio 2008
thumbnail_320_240_28929_De_Mita
Pd: Visco e De Mita, fuori dalle liste
Niente candidatura nelle liste del Pd alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile per Vincenzo Visco e Ciriaco De Mita.

Polemico Ciriaco De Mita: "i criteri di selezione della classe dirigente fanno riferimento all’età e non all’intelligenza; per me sono un insulto per questo lascio il partito".
Alle parole di De Mita Veltroni risponde in modo altrettanto deciso: "Le regole valgono per tutti. De Mita ha già fatto 44 anni e 9 mesi in parlamento. Mi dispiace per la sua decisione di lasciare il Pd ma io penso, come hanno fatto personalità come Prodi, Amato e altri, che sia giusto dare spazio ad altri e che l'impegno politico non è legato solo ad una candidatura in parlamento".  Fonte: L'Unione Sarda.it.

44 anni e nove mesi! Certo,Nusco è più piccola di Cuba,ma
siamo quasi alla durata di Fidel Castro!
Che abbia ragione Veltroni?
Tracciamo però il profilo di merito(a questo punto...) di
chi è sopravvissuto a tangentopoli ed è rimasto incollato
alla poltrona nonostante tutto...
e non se ne vogliono andare!

CIRIACO DE MITA

(Nusco, Avellino, 1928)

Uomo politico italiano. Tra i maggiori esponenti della sinistra democristiana, nel 1963 venne eletto deputato. Vicesegretario della DC durante la segreteria di Forlani, si dimise da tale carica nel febbraio 1973. Ricoprì poi diverse cariche ministeriali tra il 1973 e il 1982.

Malgrado la grave sconfitta del partito nelle elezioni politiche del 1983, è stato confermato ripetutamente nella carica, e ha così diretto il partito nella ripresa elettorale. Nel 1988 è stato nominato presidente del consiglio e nel 1989 è stato sostituito alla segreteria della DC da A. Forlani, assumendo la presidenza del partito.

Ha lasciato la carica nel febbraio 1990 nel corso della spaccatura interna alla DC, per assumerla nuovamente nel novembre dello stesso anno in seguito al rifiuto delle sue dimissioni da parte del consiglio nazionale; ha mantenuto la presidenza del partito fino al 1992. Nominato presidente della commissione bicamerale per le riforme elettorali (sempre nel 1992) si è dimesso dalla stessa nel marzo 1993.
Nello stesso anno, nel momento di trasformazione della DC è entrato a far parte del Partito Popolare e nella successiva crisi interna (dicembre 1994) si è schierato con i Popolari di Gerardo Bianco.
Biografia attinta da www.italiadonna.it

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.
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mercoledì, 20 febbraio 2008

No a costituzione parte civile, imputati sono minorenni -

Fonte:www.Libero.it

(ANSA)- RIMINI, 19 FEB -Una quindicenne di Rimini che l'estate scorsa ha subito uno stupro di gruppo,sarebbe stata picchiata dalle fidanzatine dei suoi violentatori. Alle quali aveva confessato di aver avuto un rapporto sessuale non voluto con loro. La difesa non potra' nemmeno costituirsi parte civile nel processo: il codice non lo prevede in caso di imputati minorenni. Mentre la famiglia potra' rivalersi contro quelle dei ragazzi solo in sede civile.
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Oltre al danno,le beffe! Mah!

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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domenica, 17 febbraio 2008

16 Febbraio 2008

L'accordo Pd-Idv

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Pubblico un articolo di Marco Travaglio sull'accordo Pd-Idv:

"L’accordo Pd-Di Pietro non piace al Platinette Barbuto, il che significa che è una cosa ottima. Non piace neppure al Cainano, e anche questo dovrebbe essere un buon segno, oltrechè un fatto naturale: la memoria di Mani Pulite è per lui come l’aglio per i vampiri; il fatto che il 4-5% dei voti di cui è accreditato l’ex pm non vada disperso col giochetto porcellesco dei quorum accorcia il distacco tra il Popolo dei prescritti in libertà e il Pd-Idv; in più il taglio - davvero rivoluzionario -­ dei candidati condannati fin dal primo grado renderà ancor più scandalose le candidature berlusconiane e uddiccine di noti pregiudicati e condannati provvisori; e la presenza dell’ex pm renderà un po’ più difficili gli auspicati (dal Cainano) inciuci sulla giustizia, le tv e le «grandi riforme».

Un po’ meno comprensibile è che le nozze tra Uòlter e Tonino dèstino scandalo nel Pd, soprattutto se si usano gli stessi argomenti del Cainano. Notevole, nel suo piccolo, il caso di Peppino Caldarola, che nel giro di un anno è riuscito a passare da dalemiano ad antidalemiano, a uscire dai Ds perché non condivideva il progetto del Pd e poi a rientrare nel Pd perché gli piaceva Veltroni, e ora a minacciare di andarsene perché non gli piace la scelta di Veltroni. «Mi sembra difficile stare nello stesso partito» con Di Pietro, annuncia corrucciato. Motivo: «Che ne sarà della nostra campagna dialogante con Berlusconi, con dipietristi e grillisti che lo chiamano “psiconano”?».

È esattamente quel che dice Berlusconi. Del resto, l’altro giorno, l’inquieto Caldarola aveva scritto un articolo per il Giornale di Berlusconi per chiedere, dopo le elezioni, un bel governo di larghe intese con Forza Italia, proprio mentre Uolter smentiva di aver mai avuto questa intenzione. Ecco, è interessante la posizione di un aspirante candidato del Pd che vuole governare con Berlusconi, Dell’Utri e Cuffaro, ma Di Pietro - pericolosamente incensurato - non vuol neppure vederlo.

Anche Antonio Polito, altro trascinatore di folle, è allarmato. Anche lui lo fa sapere dalle colonne di un giornale di Berlusconi, il Foglio, con cui collabora stabilmente: «Mi dispiace, ma io proprio non riesco a immaginarmi nello stesso gruppo parlamentare di Di Pietro, anche perché da questa alleanza desumo che il Pd si schiererà non solo contro la legge sulle intercettazioni annunciata dal centrodestra, ma anche contro la sua stessa riforma, voluta dal suo governo in questa legislatura». In effetti è un bel guaio, per il Cainano, che il Pd non gli voti la legge che vuol mandare in galera fino a 5 anni chi fa le intercettazioni e multare fino a 2 milioni di euro i giornalisti che le pubblicano. È pure un bel guaio che il Pd prenda le distanze dalla riforma Mastella, che si accontenta di rovinare i giornalisti multandoli fino a 100 mila euro. Secondo Polito, per guadagnare consensi il Pd dovrebbe seguire il programma di Mastella, che tanto entusiasmo ha suscitato in questi due anni nella base ulivista, e che naturalmente ha rovesciato il governo Prodi.

A questo punto resta da capire perché chi vuole fare un governo con Berlusconi o votare le sue leggi, e già collabora con i suoi house organ, non si candidi direttamente con Berlusconi. O magari fondi un nuovo partito, il «Caldalito», o il «Polirola», candidando le ultime vittime delle intercettazioni ­da Fazio a Moggi, dai furbetti del quartierino alla signora Mastella - e adottando lo slogan: «No cimici» o «Liberté Illegalité Impunité» (chiedendolo in prestito a Cetto Laqualunque, che ha già depositato il marchio).

Nemmeno il piccolo Boselli si dà pace: perché Di Pietro sì e lui no. Il fatto che Di Pietro abbia i voti e lui no è, evidentemente, del tutto secondario. Gli elettori: questi sconosciuti. Che lo Sdi abbia appena imbarcato Gianni De Michelis, condannato per corruzione sulle mazzette autostradali in Veneto e per finanziamento illecito nel processo Enimont, è del tutto ininfluente. Anzi, com’è noto, l’elettore medio, tra un De Michelis e un Di Pietro, sceglierebbe a occhi chiusi De Michelis. Anzi, sono anni che gli elettori ulivisti occupano le strade e le piazze per chiedere che fine abbia fatto De Michelis e che cosa si aspetti a riportare in Parlamento e al governo una personcina così perbene. Non ci dormono proprio la notte. Purtroppo resteranno a bocca asciutta anche stavolta. Speriamo nella prossima."

Postato da Antonio Di Pietro in .

Ho "beccato" questo articolo di Marco Travaglio pubblicato sul sito dell'Italia dei Valori - www.italiadeivalori.it - e non ho esitato a pubblicizzarlo...

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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venerdì, 15 febbraio 2008

Noi Press - La Famiglia Italiana
Aborto,"Da Ferrara no a confronto".
Lite furibonda a distanza tra Giuliano Ferrara e Marco Pannella dopo un mancato confronto in tv sull'aborto.

 

Fonte:GOOGLE

 

Aborto,"Da Ferrara no a confronto"

Show di Marco Pannella in diretta tv

Lite furibonda a distanza tra Giuliano Ferrara e Marco Pannella dopo un mancato confronto in tv sull'aborto. E' stato il forfait di Ferrara al confronto a "Unomattina" a far esplodere il leader radicale. In diretta, dopo aver appreso che Ferrara non sarebbe stato nello studio, Pannella ha urlato più volte "è una vergogna". Il direttore del Foglio ha replicato dicendo di essere pronto a discutere con il leader radicale in un teatro.

"Sono arrivato in studio - racconta Pannella - e mi dico "bene, questa sarà la volta buona". Dico, ''ndo sta Giuliano?". E, invece, niente, dice che lui non discute in tv di un fatto come la vita, però poi mi invita a farlo in un teatro di Milano. Dice che vuole interviste parallele. Ultimamente si è affezionato alla zigote, è un animo gentile ipersensibile - ironizza il leader radicale - dice che è contro l'aborto e contro di noi che siamo per l'aborto. Ma via - si fa serio Panella - un minimo di decenza".

A lasciare la battaglia "per la vita" e per la salute delle donne al direttore del "Foglio", Marco Pannella proprio non ci sta: "Nessuno si è mai accorto in questi 45 anni che fosse contro l'aborto. Mo pare che il miliardo di aborti contro cui lui si scatena li abbiamo fatti noi con le leggi e non sono accaduti perché in realtà le leggi mancano". "Noi, legislatori, facciamo emergere e aboliamo il mercato nero - rivendica Pannella - noi stiamo distruggendo l'aborto di massa, quello clandestino. Per questo siamo anche per quello farmacologico: perché siamo contro la condanna ad abortire. Siamo noi Radicali - sottolinea il leader - a costruire la morte dell'aborto, con l'educazione sessuale e l'invito a tutelare l'amore". Invece, si scalda, "questi se ne fregano".
Fonte:www.tgcom.mediaset.it

Aborto: le donne in piazza per la 194, Ferrara nudo per Pro life

Donne partecipano alla manifestazione indetta dall'Udi in difesa della legge 194. Piazza Vanvitelli, nel quartiere residenziale del Vomero, e' stata occupata da gruppi di donne dei partiti di sinistra e di movimenti femministi.
Mentre in tutta Italia le donne hanno invaso le piazze per manifestare a favore della legge 194 sull’aborto, Giuliano Ferrara rilancia con una delle sue provocazioni: “Mi sottoporrò alle analisi del sangue perché penso di avere la sindrome di Klinefelter”, la stessa malattia diagnosticata al feto abortito a Napoli durante la ventunesima settimana di gestazione. E poi la decisione: il giornalista lascia la conduzione del programma Otto e mezzo su La7 e conferma che presenterà le proprie liste solo al Senato. “Farò il test per la sindrome di Klinefelter” spiega il direttore del Foglio “che è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l’altro un’alterazione degli organi sessuali. E siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle farò le analisi”. Sarà un “atto di solidarietà” con il feto abortito a Napoli: “Il bambino è stato ucciso perché aveva la sindrome di Klinefelter” aveva affermato Ferrara ieri alla trasmissione L’Infedele “non perché stesse per nascere con tre teste. È morto un bambino che aveva una malattia. Questa per me si chiama eugenetica”.

Ma la provocazione va oltre: Ferrara ha annunciato che la foto dei suoi testicoli, emblemi della malattia che ha portato all’aborto terapeutico di Napoli, verrà pubblicata sul Foglio. Insieme a un’altra foto: quella di un suo assegno di 250mila euro che servirà per finanziare la campagna elettorale. Quanto alle liste, Ferrara le presenterà solo al Senato, in Lombardia e Lazio, senza alcun accordo con altri partiti: “Non avrei mai pensato di fare quello che faccio adesso, candidarmi con una lista contro l’aborto, candidarmi a fare il ministro della Salute, diventando il bersaglio di una campagna di odio civile che le mie idee non meritano”. Insomma, la scelta di presentarsi alle elezioni è ormai definitiva. Il fine, come tiene a precisare lo stesso Ferrara, non è politico in senso stretto : “Una lista elettorale contro l’aborto” scrive in un articolo per Panorama “non è una ‘discesa in campo’ per fare politica nel senso più ovvio del termine e non è un grido per punire legalmente le donne in gravidanza od obbligarle a partorire. Se tu affermi ‘voglio obbligare una persona a partorire’ sei un fanatico, se aggiungi ‘voglio punirti penalmente perché rifiuti la maternità’ sei un fanatico. Ma se dici, come la lista per la vita e contro l’aborto ‘voglio che la donna incinta sia un soggetto sociale privilegiato, voglio che sia libera di non abortire per ragioni materiali, di solitudine anche psicologica e morale, non sei né un fanatico né un cinico, sei un essere umano razionale”.

Contro Ferrara si è espresso un antiabortista come il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni (il politico col quale lo stesso Ferrara pensava di apparentarsi per la campagna elettorale) : ha detto di non condividere la lista Pro life pur essendo delle stesse idee di Ferrara riguardo alla legge 194. Un segnale del clima che si surriscalda arriva da Padova: scritte contenenti minacce contro Ferrara per la sua campagna di revisione della legge sull’aborto sono comparse oggi in vari punti della città.
Primo piano di Giuliano Ferrara. (credits: Ansa)
A Roma, invece, si è svolta una manifestazione di donne, di fronte al ministero della Salute, in difesa della legge sull’aborto: il ministro Livia Turco è scesa dal suo ufficio per stringere le mani alle manifestanti. Durante il corteo c’è stato qualche momento di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine.

Fonte:http://blog.panorama.it

Per la cronaca,i "momenti di tensione", di cui hanno parlato anche i telegiornali,sono consistiti in uno dei soliti show dei poliziotti contro manifestanti inermi,tant'è che la Senatrice Franca Rame,a quanto riferito dalla TV,ha energicamente protestato;della serie:ci chiedono anche di rispettare la divisa! 

Tornando però al post,le frammentarie risposte di Ferrara alle sacrosante accuse di Pannella sono talmente irrilevanti che le ho omesse per risparmiare a "big Giuliano" il completo sprofondamento...Evidentemente Ferrara non sa più dove arrampicarsi ed ha pensato di sfruttare la tragedia di molte donne per farsi un pò di pubblicità! E pretende magari anche che lo votino!

Vergognarsi,che sia sbagliato?

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

postato da: degiorgioblog alle ore 21:13 | Permalink | commenti (10)
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