lunedì, 31 dicembre 2007

Nonostante i lutti e le tragedie che colpiscono l'Italia ed il Mondo intero,auguriamoci che l'anno nuovo ci porti al meglio!

Suggerirei al genere umano alcuni "compitini per casa" e,in una parola sola:PACE!

Marcello De Giorgio.

Immagine 069

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domenica, 30 dicembre 2007

Prendo in prestito un recente post di un amico blogger(mianonnaincarriola.splinder.com) per creare il preambolo allo scottante argomento che in questi giorni coinvolge la parte dell'opinione pubblica non impegnata da feste,cenoni e botti(più o meno legali...):

Una storia di qualche anno fa

Leggendo i giornali in questi giorni mi è tornata in mente una vecchia storia ...

Eccola (tratta da  Wikipedia)


Detenuto nel carcere militare di Gaeta  Kappler, pur giovando delle frequenti visite della moglie e di un un regime carcerario sempre meno rigoroso, vide aggravarsi le proprie condizioni di salute, affetto da un tumore al retto che generò metastasi, tanto che i medici che lo esaminarono nel febbraio 1976, constatandone alla soglia dei settant'anni il forte dimagrimento indotto dalla malattia e le cattive condizioni di salute, gli diedero pochi mesi di vita. Per altro, Kappler rifiutava le terapie proposte dai sanitari, facendo invece affidamento sui rimedi omeopatici forniti dalla moglie.

In seguito all'aggravarsi delle condizioni di salute del prigioniero ed alle forti e ripetute pressioni esercitate dalle massime autorità tedesche in favore di Kappler, l'allora ministro della Difesa Arnaldo Forlani dispose il trasferimento del detenuto dal carcere militare di Gaeta all'ospedale del Celio di Roma, affidato alla sorveglianza dell'Arma dei Carabinieri.

Al fine di perfezionare tale provvedimento Forlani dispose la modifica dello status di Kappler da detenuto a "prigioniero di guerra", indispensabile a giustificarne il ricovero presso la struttura di sanità militare, ma curiosa ed assurda sia perché non esisteva alcuno stato di guerra tra Italia e Germania, sia perché il nuovo status assunto dal prigioniero gli garantiva il diritto alla fuga.

In considerazione delle sue condizioni di salute che i medici militari davano per sempre più gravi, nel novembre del 1976 la magistratura militare accordò Kappler la libertà vigilata, consentendogli in tal modo di lasciare l'ospedale del Celio ma non il territorio italiano. Tale decisione venne poi rapidamente annullata a seguito di forti proteste popolari e politiche.

Kappler rimase quindi ricoverato al Celio, al terzo piano di un padiglione che ospitava il reparto chirurgia riservato agli ufficiali, in una stanza posta accanto all'ascensore, sorvegliato da carabinieri.

Di qui, la mattina del 15 agosto 1977, aiutato dalla moglie, Kappler fuggì verso la Germania e si rifugiò presso la casa della moglie a Soltau, dove ricevette visite di amici e ammiratori e rilasciò diverse interviste.

La beffarda fuga, scoperta poco dopo le 10:00 del mattino da una suora che prestava servizio infermieristico nel reparto presso cui Kappler era ricoverato e della quale ella avvisò i militari dell'Arma addetti alla sua sorveglianza, avvenuta in una giornata festiva da una struttura di sanità militare, causò profonda rabbia ed emozione presso l'opinione pubblica italiana e quella che parve una crisi nei rapporti tra Italia e Germania (il ministro della Difesa in carica, Vito Lattanzio dovette rassegnare le proprie dimissioni), alla quale il governo italiano chiese invano di restituire il fuggiasco (la richiesta di estradizione fu formalizzata al governo tedesco da quello italiano il 18 agosto): le autorità tedesche, nell'opporre il loro diniego a quelle italiane, poterono replicare che Kappler, in quanto dichiarato proprio dal governo italiano prigioniero di guerra, aveva esercitato il proprio diritto alla fuga, garantitogli dal suo status.

Dopo alcuni mesi vissuti nella Soltau presso Lüneburg in Germania, vinto dal male che lo consumava, Kappler morì nel febbraio del 1978 e fu sepolto presso il locale cimitero, presente una piccola folla di amici e nostalgici, alcuni dei quali non esitarono a rendere omaggio al feretro con il braccio teso nel saluto nazista.

Questo è il passato.
Mutatis mutandis,  cosa  vi fa ricordare questa storia?
Cosa spesso avviene nel nome delle condizioni di salute e dei cosi detti principi umanitari?
 
Ho voluto riportare la similitudine con Kappler poichè nella nostra "Italietta" certe trame sono da attendersi quando meno si aspettano...
Mi paiono inadeguate le reazioni alle giuste affermazioni della Borsellino,così come non vedo i presupposti per una grazia...
C'è chi sta scontando l'ergastolo con dignità,non certamente dieci anni e,visto che tutti si lamentano per le scarcerazioni facili,non mi pare il massimo dell'equità graziare Contrada.
Tutte queste pseudo-contraddittorie notizie alimentano solo,a parer mio,l'antipolitica...
Saluti per tutti,in attesa dei rituali auguri...
Marcello De Giorgio.
 
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venerdì, 28 dicembre 2007
Venerdí 28.12.2007 16:30 - fonte: Affari Italiani - www.libero.it

 

 
 

Ha invitato a casa, per il cenone di Natale, un clochard straniero che vive al dormitorio di Trento. E mentre lo riaccompagnava al termine dei festeggiamenti è stata violentata dall'uomo, un marocchino 43enne.

La vittima, una 24enne di Trento, ha raccontato tutto al marito che l'ha accompagnata all'ospedale e avvertito la polizia. Il marocchino è stato quindi arrestato con l'accusa di violenza sessuale.

Secondo quanto ricostruito dalla Squadra mobile, la giovane donna, dopo aver trascorso la serata con il marito e il clochard, ha riaccompagnato in auto l'ospite al dormitorio della città. Prima di arrivare, però, lo straniero ha convinto la donna a fermarsi in una piazzola dove ha abusato di lei, minacciandola di ritorsioni nel caso avesse raccontato l'accaduto. La donna, tornata a casa, si è però subito confidata con il marito ed è partita la denuncia.

Certo "l'ingrifamento" non conosce età,razza,lingua e religione...
In attesa di informazioni più dettagliate,però mi chiedo:

senza essere considerati "all'antica",è normale lasciare         che tua moglie vada in giro di notte con uno sconosciuto           e non accompagnarla?

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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mercoledì, 26 dicembre 2007

"Prodi sta facendo mosse disperate, la maggioranza non ha più i numeri al Senato e il governo oggi raccoglie soltanto il 25% dei consensi nel Paese". Quello di Lamberto Dini al presidente del Consiglio è un vero e proprio siluro, che rischia di aprire una crisi subito dopo le feste...

Fonte:www.libero.it

Fin qui quanto riportato dalla cronaca:come opinione personale,accompagnata dall'ennesimo invito a Dini di ricoverarsi in un ospizio,praticamente ormai un povero cristo della politica...

Se poi aggiungiamo a queste pagliacciate la vicenda Contrada,Grazia compresa ,ne traiamo un quadro... ma di questo parleremo al momento opportuno...

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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martedì, 25 dicembre 2007

Roma 21.12.07 "Se  regolamenti e altre valutazioni non  lo impediscono, sarebbe
utile che Silvio Berlusconi venisse in  Commissione Parlamentare di
Vigilanza sulla Rai per una piu' approfondita conoscenza dei contenuti delle sue
affermazioni.

La  Rai così, non puo' andare avanti" lo dichiara l'on. Egidio Pedrini,segretario della Commissione Comunicazioni della Camera e membro della Commissione di Vigilanza sulla Rai.

Fonte:Ufficio Stampa & Comunicazione On. Pedrini.


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mercoledì, 19 dicembre 2007

Roma 19.12.07 -  “Il canone Rai va abolito” lo afferma l’on. Egidio Pedrini, membro
della Commissione di Vigilanza Rai e Segretario della Commissione Comunicazioni della
Camera che prosegue “Come si fa ad essere d’accordo con un aumento del canone a
fronte di una programmazione di servizio pubblico che viene mortificata da contenuti
non certo all’altezza del ruolo di servizio pubblico cui e’ chiamata l’Azienda di
Stato? Dobbiamo decidere se la Rai e’ pubblica o privata, se e’ pubblica sappia
operare nell’ambito del contratto di servizio con lo Stato e fornisca ai cittadini
contenuti di qualità, se e’ privata trasmetta pure i programmi che vuole ma non
chieda allo Stato di legittimare una tassa che oggi e’ ingiusta perche’, altrimenti,
domani ci chiederanno  il canone Rai persino sui cellulari di terza generazione che
forniscono contenuti audiovisivi. Il canone dunque va abolito - sottolinea Pedrini -
e il Ministro Gentiloni prima di decidere un aumento del canone, avrebbe dovuto
tenere nella giusta considerazione le delibere della Commissione di Vigilanza Rai che
non solo ha sfiduciato vertici della Rai ma nel corso delle audizioni svolte con il
Direttore Generale Cappon, molti esponenti sia di maggioranza che di opposizione
hanno espresso dubbi sull’opportunità di un aumento del canone. Non si può aumentare
il canone senza una contabilita’ separata e finalizzata nelle spese: e’
un’ingiustizia, un avallo di una gestione che vede aumentare i costi e diminuire i
ricavi. L’aumento stabilito dal Ministro Gentiloni e’ un premio per una Azienda che
e’ pubblica o privata a seconda delle convenienze. la Rai  - precisa Pedrini - ha
queste entrate : il canone e le convenzioni che sono soldi pubblici e le altre
entrate derivanti da pubblicità (commerciali). Non si può raggiungere l’equilibrio di
bilancio per decreto e non e’ neppure tollerabile invocare l’inflazione o il paragone
con i canoni degli altri paesi. Se il Ministro o il vertice della Rai fanno questo
paragone, che e’ gia’ stato fatto, - conclude Pedrini - si rileggano i risultati che
non sono certo a favore della Rai”.

Fonte: Ufficio Stampa & Comunicazione On. Pedrini.

Sopratutto dovrebbero essere ridotti drasticamente i compensi milionari di personaggi che,in gran parte,invece di fare un buco nel video,lo fanno nell'acqua!

E io pago... diceva il buon Totò...

Saluti per tutti.

 

Marcello De Giorgio. 

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martedì, 18 dicembre 2007

di Fabio Massa  - fonte: www.libero.it

Meliorbanca e Pier Domenico Gallo. Ancora una volta insieme, la banca d'affari e l'ex presidente. Accomunati dalla richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm di Milano Roberto Pellicano e Riccardo Targetti. L'ipotesi di reato è aggiotaggio: Gallo avrebbe "stabilizzato" il titolo in un momento negativo per la merchant bank mediante massicci acquisti sul mercato telematico. E - secondo l'accusa - avrebbe dunque turbato il mercato. La vicenda processuale di Gallo, che nel frattempo ha lasciato la presidenza della banca, ha origine con una segnalazione presentata dalla Consob. Secondo l'autorità garante del mercato, Gallo avrebbe operato tra luglio 2002 e novembre 2003.

 

L'andamento del titolo nei periodi sotto inchiesta

Il titolo Meliorbanca, in quel periodo, non andava particolarmente bene. Anzi, la sua quotazione tendeva a scendere. Gallo allora corse ai ripari, acquistando sul mercato azioni per sostenere Meliorbanca durante quella fase di crisi. La Consob, analizzando la questione, provò a identificare i "responsabili" di quegli acquisti, arrivando infine ad addebitarne la responsabilità ultima proprio a Gallo. La linea difensiva dell'ex numero uno, però, sostiene di non essersi mai occupato dell'acquisto titoli. E - in secondo luogo - di aver al massimo operato sul mercato per piccole quantità, permesse dalla legge. L'avvocato di Gallo, Giampiero Biancolella, aveva richiesto una perizia per verificare se effettivamente l'acquisto di quei titoli avesse influenzato il mercato, ma i pubblici ministeri hanno ribadito la non perfetta determinazione del concetto di "stabilizzazione" e, quindi, la volontà di rimettere tutto alla decisione del giudice. Anche perché, secondo la Consob, in determinate date gli ordini d'acquisto di azioni Meliorbanca provenuti proprio dall'interno dell'istituto di credito arrivavano anche al 60 per cento degli scambi totali. Dietro quegli ordini, per la Procura, c'era appunto Gallo. Per quanto riguarda la Banca, l'ipotesi di reato è di aver violato la Legge 231, che impone alle imprese di predisporre modeli organizzativi atti a prevenire la commissione di reati.

 

Pier Domenico Gallo
Pier Domenico Gallo è uno di quegli uomini che sono stati sempre al centro del potere. Braccio destro di Giovanni Bazoli nella nascita del Nuovo Banco Ambrosiano, nucleo fondante di Intesa San Paolo, ha recentemente pubblicato un libro proprio sulla crisi del Banco Ambrosiano, su Calvi, sugli intrecci che condussero al crack. E, successivamente, su come lo rilanciò da protagonista nell'economia italiana. Passò poi a Meliorbanca con la carica di presidente, una merchant bank nella quale oggi il 28,2 per cento è posseduto del gruppo BPER, il 15,5 per cento del Banco Popolare e il 6,1 per cento della Fondiaria SAI. Attualmente Gallo è partner di due fondi internazionali a Londra, Orlando e Fonsicar.

Questa notizia è ben lontana dai telegiornali,non perchè non sia da prima pagina:questi argomenti,rilevanti o no che siano,sembra che debbano essere relegati possibilmente al silenzio,che altrimenti il consumatore come fa a...?

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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lunedì, 17 dicembre 2007

Roma 14.12.07 -  "sospendere subito il titolo Alitalia sino alla chiusura delle
trattative per la scelta dell'acquirente" questa la richiesta che l'On. Egidio
Pedrini, segretario della commissione trasporti della Camera, rivolge alla Consob in
seguito alle perdite odierne che il titolo Alitalia ha fatto registrare in apertura
con un meno 4,62 per cento. 
 "Le trattative in corso in queste ore,  la mancanza di chiarezza sulle sorti
della Compagnia di Bandiera,  associate alle notizie stampa sulle possibili
dimissioni del presidente Maurizio Prato - conclude Pedrini - richiedono una
immediata sospensione del titolo Alitalia a salvaguardia dei piccoli azionisti".


Roma 17.12.07 -

"il cittadino italiano non sa cosa sta' accadendo" dichiara l'On. Egidio Pedrini, segretario della Commissione Trasporti della Camera che aggiunge: "Alitalia oramai e' un 'affaire' privato di alcuni Ministri e di Prato. Le offerte finora giunte o sono criptiche o lasciano perplessi e il Governo non mostra
nessuna forma di tutela. Quali sono le garanzie affinche' possa essere accompagnato
questo processo se, strada facendo, le ipotesi fin qui formulate presentassero dei
rischi - si chiede Pedrini, che conclude: quali garanzie dovrebbero scattare?"

 Roma 17.12.07 -

 “Lo Stato dovrebbe mantenere una quota azionaria nel capitale di  Alitalia”.

Lo afferma l’On. Egidio Pedrini, segretario della Commissione Trasporti
della Camera che spiega :“Indipendentemente dal partner che sara’ indicato per
Alitalia, lo Stato deve garantirsi il controllo di una quota azionaria anche per
poter proseguire nell’azione di tutela del diritto alla mobilità dei cittadini.
Inoltre – fa notare Pedrini – il Parlamento continua ad essere escluso da ogni
decisione mentre, mi sembra, esistano precise norme che prevede, in caso di vendita
di aziende di Stato, che l’ultima parola spetti comunque al Parlamento. Per Alitalia
questo non è ancora avvenuto. Il Ministro dell’Economia, sollecitato più volte ad
intervenire in commissione trasporti per spiegare al Parlamento quello che sta
facendo, se è intervenuto, lo ha fatto in modo non certo da contribuire al dialogo e
per rasserenare il clima, creando tensioni in settori delicati come la Rai e la
Guardia di Finanza. Il prossimo caso di crisi sara’ Alitalia, poi le altre grandi
Aziende partecipate dallo Stato che oggi sono fuori controllo”.

Fonte:Ufficio Stampa & Comunicazione On. Pedrini.

Ho voluto comunicare alcune delle esternazioni di

un parlamentare che stimo; rendono,a parer mio,

meno "marziano" il mondo politico...

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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lunedì, 17 dicembre 2007

Roma 15.12.07 -

 Esprime viva soddisfazione l'on. Egidio Pedrini a seguito
dell'accoglimento del proprio ordine del giorno presentato al testo della Finanziaria che impegna il Governo sul principio di attribuire retribuzioni ai  manager delle
aziende a partecipazione statale, anche quotate in borsa, collegate al raggiungimento
degli obiettivi, senza considerare tra i ricavi le entrate di derivazione pubblica.
Fonte:
Ufficio Stampa & Comunicazione On. Egidio Pedrini.

Qualcosa di serio...

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.


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mercoledì, 12 dicembre 2007

News > Libero Blog > Attualità                                       Fonte:www.libero.it

 
12 dicembre 2007 - 15:00
La strana coppia

 

Silvio Berlusconi indagato dalla procura di Napoli per la corruzione del presidente di Rai fiction Agostino Saccà e di alcuni senatori della Repubblica. E c'è chi (Cicchitto) grida già alla congiura...  
 
di Redazione

Nuovo (ennesimo) capitolo nel libro nero del "difficile rapporto" di Silvio Berlusconi con la Giustizia. Questa volta il Cavaliere, impegnato proprio in questi giorni nel dialogo con Veltroni sulla legge elettorale, sarebbe indagato dalla procura di Napoli per corruzione. Non si sono fatte attendere le dichiarazioni di Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, che ha subito accusato di intempestività l'operazione giudiziaria, arrivata in un momento politico nel quale tra posizioni divergenti si sta realizzando un confronto sulla nuova legge elettorale.

Ancora accuse di corruzione dunque per l'ex presidente del Consiglio, e nella fattispecie nei confronti di nientepopodimenoché il Presidente di Rai Fiction Agostino Saccà e di alcuni senatori della Repubblica, tra i quali Randazzo. Tutto sarebbe partito da una telefono intercettato (un cellulare in uso a un bodyguard di Berlusconi) che avrebbe svelato un giro di iperfatturazioni che nasconde la costituzione all'estero di fondi neri. Soldi che, scrive Repubblica, potrebbero essere "o le tangenti destinate ad amministratori del servizio pubblico o fette di torta che i produttori televisivi si ritagliano, franco tasse".

 

Tra giugno e novembre l’ex presidente della televisioni private e l’uomo di punta di Rai Fiction si incontrano, parlano, si confidano. Il Cavaliere si rivolge a lui chiamandolo confidenzialmente Agostino. Di che discutono? Del destino del film su Federico Barbarossa ( "Sai, Bossi non fa che parlarmene..." dice Berlusconi. Saccà lo rassicura: "Andrà presto in onda in prima serata"). Di qualche problema personale e politico del Cavaliere. Che si confessa: "Socialmente mi sento come il Papa: tutti mi amano. Politicamente, mi sento uno zero... e dunque per sollevare il morale del Capo, mi devi fare un favore. Vedi se puoi aiutare...". E via di raccomandazioni: Il Cavaliere fa quattro nomi di candidate attrici: Elena Russo, Evelina Manna, Antonella Troise, Camilla Ferranti. "Sai, spiega Berlusconi a Saccà, non sono tutte affar mio perché la Evelina Manni mi è stata segnalata da un senatore del centro-sinistra che mi può essere utile per far cadere il governo". E promette a Saccà: "Saprò ricompensarla quando lei sarà un libero imprenditore come mi auguro avvenga presto...".

Sì, perché, qui si aggiunge una tessera importante il puzzle, da conversazioni intercettate tra Saccà e un piccolo produttore di cinema e tv, Giuseppe Proietti,- riporta sempre Repubblica - viene fuori che "Agostino è molto insoddisfatto della sua collocazione in Rai. e vorrebbe andare via, lasciare Mamma Rai per mettersi in proprio, creando nei pressi di Lametia Terme, nella sua Calabria, una città della fiction".

                                                       .....................................................................

Ma tanto si sa, come dice La Vita è bella, Berlusconi non ha da che preoccuparsi(ahimè) più di tanto e potrà festeggiare Natale sereno con la famiglia: siamo in Italia, no? E allora sicuramente la farà franca anche stavolta...

 ...ma arriverà pure il momento(in molti se lo chiedono  ormai da tempo...) in cui butteranno via le chiavi!

O no?

Se poi consideriamo che l'unico ad avere interesse a soffiare sul fuoco-TIR può essere lui,oltre alle corbellerie che i suoi tirapiedi stanno tentando di costruire per camuffare la realtà ed al fatto che leggo da qualche parte che il "capo-camionista" è un deputato di FI,il cerchio si chiude...

VERGOGNA,VERGOGNA,VERGOGNA!

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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