mercoledì, 27 giugno 2007

Come si sarebbe chiesto "zio Tonino"...

Mi è "passata sotto gli occhi" la notizia che fra circa un mese la famosa Monica,stagista "di bocca buona",che sedusse Bill Clinton e ricompattò gli Americani intorno al loro Presidente,compirà 34 anni...e che la famosa sala ovale della Casa Bianca è stata in suo onore ribattezzata la "sala orale"... E chissenefrega?

Almeno gli Americani davanti ad una cosa si sono compattati! In Italia l'opposizione di turno è talmente abituata a contestare la maggioranza che non troverebbe un'unità nazionale neanche per questioni di sacrosanto sesso...

Molto più interessante invece leggere che il Sindaco di Palermo ed il Governatore della Sicilia Cuffaro hanno protestato vivacemente per i "mini-black out" elettrici...

Ma,dico,una regione come la Sicilia che ha sole tutto l'anno e(ahimè)terreni incolti a volontà,come ha fatto a non sviluppare la produzione integrativa di energia elettrica con distese di pannelli solari?

Evidentemente la mancanza di questa scelta è frutto della miopia e/o della malafede dei suoi politici...

Ai Siciliani che si lamentavano quest'oggi in TV avrei detto:sono anni che la Destra imperversa in Sicilia ed i risultati sono questi...e votare meglio,che sia sbagliato? 

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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venerdì, 22 giugno 2007

Fonte: Sito Associazione Moana Pozzi 2004.

Ricordando Moana,riferiscono che,prima di diventare porno star,studiasse dalle suore(Orsoline?)...

Nel Veneto "bianco" si diceva una volta che:"le figlie di Maria son le prime a darla via"!

Che sia vero? Oppure no?

Saluti e buon fine settimana per tutti!

Marcello De Giorgio.

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martedì, 19 giugno 2007
Il Gip Clementina Forleo: "E' chiaro che l'interesse di Berlusconi, di un certo potere politico, era quello di scalare l'Rcs"
Martedí 19.06.2007 18:10 - Fonte: Affari Italiani - www.libero.it -
Chiave di volta e chiave di lettura. La scalata di Rcs ha una capitale importanza in quel sistema di potere che si era delineato con le operazioni Bpi su Antonveneta e Unipol su Bnl. Un sistema chiaro, quasi lapalissiano nella sua trasversalità. Fiorani ne parla a lungo ai magistrati che indagano su questi controversi affari finanziari.

La Unipol garantiva, in sostanza, l'appoggio della sinistra, con un novero di nomi che vanno da D'Alema (ricordate il "Vai, facci sognare" detto a Consorte?) a La Torre. Bpi aveva invece assoldato nel partito di Fazio (come viene spesso definito negli interrogatori ai quali Fiorani venne sottoposto in carcere) uomini di primo piano in Forza Italia: Brancher e Grillo su tutti. Ma non disdegnava l'appoggio di leghisti come Calderoli e di uomini di An. Insomma, la rete era tesa.

 

In questo sistema bipolare (la bicameralina degli affari) Rcs sembrerebbe un corpo estraneo. Un'operazione "altra" rispetto all'accordo bipartisan in vigore.

Eppure proprio la scalata ad Rcs, alla più blasonata azienda editoriale d'Italia, fa inceppare un meccanismo che sembrava perfetto, oliato - dove fosse necessario - anche da robuste mazzette. Ma che interesse aveva Ricucci a compiere una scalata di questo tipo? E che interesse avevano i due poli a favorirla?

L'immobiliarista di Zagarolo, tra effusioni con Anna Falchi (che adesso lo lascia) e telefonate di auguri di Prodi per il suo matrimonio, con quell'operazione vuole rientrare a pieno titolo tra quelli che contano. Vuole essere rispettato, insomma, e se possibile anche temuto.

Non vuole, tanto per usare una sua espressione che seppur poco elegante è entrata nella storia, "fare il frocio con il culo degli altri". Così, l'odontotecnico rampante tenta l'assalto al Corriere della Sera. Gli altri, invece, favorirono quella scalata perchè - seppur fuori dal primario scenario delle operazioni - poteva consentire agli scalatori di non aver disturbi s

Il gotha della finanza, in questo nuovo ordine che si va delineando, resta sostanzialmente immobile. Fino a quando Ricucci non vuole entrare nel salotto buono. Allora, immediatamente, si attivano i meccanismi di autodifesa. E l'alta finanza reagisce bloccando alla fonte le velleità di Ricucci, quelle azioni Antonveneta che servono alla scalata di Fiorani e che servono all'immobiliarista per assaltare il Corriere.

E' proprio il ruolo di Rcs ad essere indagato con puntigliosità dal giudice Clementina Forleo, che interroga Fiorani il 17 dicembre 2005. Puntigliosità e rigorosità. Clementina "la terribile" è quasi ossessiva nelle sue osservazioni. E formula un'ipotesi che conferma sia l'intesa bipartisan sulle altre scalate che i dubbi enormi su quella a Rcs. "E' chiaro che l'interesse di Berlusconi, di un certo potere politico, era quello di scalare, appunto, e lo sappiamo, l'Rcs. Si era tentato di scalare, appunto, la Repubblica, il gruppo editoriale Espresso-Repubblica; scalata che era fallita perchè De Benedetti ad un certo punto si era sganciato, ma l'interesse a scalare Rcs era evidente". Fiorani replica: "A me di Rcs non l'ha comunicato, Berlusconi". Ma il giudice è inflessibile: "Anche perchè lei, con Berlusconi, mi ha detto, che non vi mettavate a parlare... non ha mai avuto confidenza con lui". Quindi, in sostanza, il Gip ipotizza che l'ex premier voleva ma non rivelava le sue intenzioni. Che, comunque esistevano. sul piano mediatico.  

Il gotha della finanza, in questo nuovo ordine che si va delineando, resta sostanzialmente immobile. Fino a quando Ricucci non vuole entrare nel salotto buono. Allora, immediatamente, si attivano i meccanismi di autodifesa. E l'alta finanza reagisce bloccando alla fonte le velleità di Ricucci, quelle azioni Antonveneta che servono alla scalata di Fiorani e che servono all'immobiliarista per assaltare il Corriere.

E' proprio il ruolo di Rcs ad essere indagato con puntigliosità dal giudice Clementina Forleo, che interroga Fiorani il 17 dicembre 2005. Puntigliosità e rigorosità. Clementina "la terribile" è quasi ossessiva nelle sue osservazioni. E formula un'ipotesi che conferma sia l'intesa bipartisan sulle altre scalate che i dubbi enormi su quella a Rcs. "E' chiaro che l'interesse di Berlusconi, di un certo potere politico, era quello di scalare, appunto, e lo sappiamo, l'Rcs. Si era tentato di scalare, appunto, la Repubblica, il gruppo editoriale Espresso-Repubblica; scalata che era fallita perchè De Benedetti ad un certo punto si era sganciato, ma l'interesse a scalare Rcs era evidente". Fiorani replica: "A me di Rcs non l'ha comunicato, Berlusconi". Ma il giudice è inflessibile: "Anche perchè lei, con Berlusconi, mi ha detto, che non vi mettavate a parlare... non ha mai avuto confidenza con lui". Quindi, in sostanza, il Gip ipotizza che l'ex premier voleva ma non rivelava le sue intenzioni. Che, comunque esistevano. L'interrogatorio è ricco di spunti interessanti, che se letti alla luce delle intercettazioni "sfuggite" proprio dal Tribunale di Milano che rivelano battute e battutine tra Consorte, La Torre e D'Alema, danno la conferma di un piano generale nel quale c'erano, più o meno, dentro tutti. A pagina 62 del verbale d'interrogatorio, la Forleo parla con Fiorani di alcuni clienti "privilegiati". Come Tarolli e Brancher. "Per alcuni di questi clienti privilegiati di un certo spessore il tornaconto non era economico in senso stretto, era praticamente di... diciamo di appoggio, praticamente di appoggio... di vario tipo. Di alleanza politica di vario tipo che vi poteva essere o tornare utile nelle varie situazioni in cui potevate operare". E ancora: "Allora, quindi, questo è il punto chiave. Quindi Lei ammette che praticamente le posizioni di Grillo, di Tarolli, di Brancher e moglie sono state gestite in questo modo praticamente per avere dei tornaconti, come appunto nel caso della scalata Antonveneta, quella che direttamente aveva coinvolto Grillo nei rapporti molto fitti che abbiamo visto". Si trattava, conferma Fiorani, "di un appoggio complessivo".

E ancora, la Forleo è pesantissima su Fazio. "Il problema era che il dottor Fazio, abbiamo visto, caldeggiava a sproposito questa scalata, sapendo che non ce ne erano i presupposti perchè, appunto come è scritto, come ritengo, non poteva non sapere, dato quello che era successo e dato quello che stava accadendo, che appunto non potevate scalare lecitamente l'Antonveneta ma vi aveva caldeggiato fino all'ultimo con quei toni, appunto che sappiamo, giungendo dall'alto della sua carica a utilizzare toni molto confidenziali, anche in presenza di altre persone, evidentemente non per il dottor Fiorani - con tutto il rispetto per Lei e per la vostra amicizia - evidentemente perchè dietro al dottor Fazio c'era qualcosa", spiega il gip Forleo. Insomma, dietro a Fazio c'è qualcosa. O magari qualcuno. Il sistema politico bipolare e trasversale? Clementina "la terribile" non lo dice, ma dopo la pubblicazione delle intercettazioni il quadro è verosimile. Anche se, a onor di cronaca, Fazio stesso smentisce tutto, Nel colloquio avuto con i pm di Milano Francesco Greco, Eugenio Fusco e Giulia Perrotti, l'ex governatore dà la sua versione, partendo dal caso Bipop. Quando scoppia la crisi della Popolare bresciana, infatti, Fazio racconta di aver avuto tre opzioni: farla assorbire dalla Banca di Roma, darla alla Popolare di Milano o alla Popolare di Lodi. E chiarisce che se avesse scelto la Banca di Roma questo "mi avrebbe creato non pochi problemi a livello politico. Cominciano ad attaccare i parlamentari, perchè ho fatto prendere una banca del Nord ad una banca romana". E, sempre secondo Fazio, con il concerto occulto lui non c'entra nulla: "Ma come facevo a fermarlo (Fiorani, ndr) io? E' un atto contro il mercato. E' lui che mi fa l'abuso d'ufficio se lo fermo". Insomma, Fazio vittima? I pm non ci credono. E neppure il gip Clementina Forleo, che, come abbiamo visto, ne elenca con lucidità gli intenti. "Questo patto occulto che si è detto abbondantemente che emerge dalle famose telefonate, era un patto che già in quella data era noto al Governatore?", chiede la Forleo. E Fiorani dichiara semplicemente "sì".

IL GIP
____________
Clementina Forleo,
interrogatorio a Fiorani,
17 dicembre 2005
"E' chiaro che l'interesse di Berlusconi, di un certo potere politico, era quello di scalare l'Rcs"

"Il problema era che il dottor Fazio caldeggiava a sproposito questa scalata, sapendo che non ce ne erano i presupposti, non potevate scalare lecitamente l'Antonveneta ma vi aveva caldeggiato fino all'ultimo"

"Questa scalata all'Rcs ... chiaramente, anche il potere mediatico, lo strumento mediatico in questa operazione è fondamentale"

Clementina è implacabile. Il gip va a fondo su tutto. E smonta anche la tesi dell'italianità che ancor oggi viene usata in certi discorsi politici. "Le chiedo se Lei è d'accordo nel definire questa strenua difesa dell'italianità del sistema come praticamente una strenua difesa del sistema bancario italiano come strumento di potere per altri poteri?". Fiorani: "Sì. E' un binomio politico-istituzionale". E ancora la Forleo: "...il problema era che si perdeva il controllo politico della sitauzione, e quindi determinati poli mediatici, politici, eccetera, non avrebbero avuto i referenti". Poi, la Forleo dà la chiave di lettura definitiva: "La scalata Antonveneta, in parallelo la scalata Bnl da parte di altri poteri, come la scalata che praticamente si stava perfezionando quasi in concomitanza temporale con la Rcs" - Fiorani: "Sì, sì" - Forleo: "Va bene? Che sappiamo praticamente, al di là del minuto e del secondo, e della frazione di secondo, si stavano svolgendo parallelamente, erano praticamente delle operazioni aventi un unico obiettivo, un unico fine?". Fiorani: "Sì".

Poi, tornando a bomba, la Forleo affronta il problema di Rcs. L'operazione "terza". "Ecco, Rcs, questa appunto è la mia idea (...) è un po' diverso sì, ma fino a un certo punto, sia per i personaggi che ne sono coinvolti, che sono praticamente appunto... sia per quanto emerge, sempre dalle conversazioni, quandi questa commissione che abbiamo detto che c'è tra poli bancari e potere politico. Io ritengo, riterrei, e appunto vorrei sapere cosa ne pensa, che soprattutto dalle conversazioni intercettate, e oltre da queste altri elementi che abbiamo appunto raccolto, e anche da questo ruolo di Ricucci un po' particolare sul quale poi tornerò, questa scalata all'Rcs era certamente legata, strettamente legata e funzionale a questo obiettivo di cui abbiamo parlato. (...) Perchè, chiaramente, anche il potere mediatico, lo strumento mediatico in questa operazione è fondamentale?". Fiorani risponde: "Io penso che è stata una pazzia da parte mia, da parte nostra, assecondare l'operazione della scalata a Rcs, che, letta a posteriori, aveva le stesse finalità, poteva avere e doveva avere le stesse finalità di potere di quelle di Antonveneta e di Bnl, per tutti i soggetti in campo. Invece è stata semplicemente un'operazione affidata a una persona..."

Se ne verrà mai a capo o finirà tutto in una bolla di sapone?

Saluti.

Marcello De Giorgio.

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martedì, 19 giugno 2007
Anche i grandi giornalisti scrivono ad minchiam: in un libro tutte le loro perle...
Martedí 19.06.2007 17:53 -Fonte: Affari Italiani - www.libero.it
Anche le penne migliori, ogni tanto, fanno cilecca. Anche i giornalisti più bravi, a volte, scrivono ad minchiam e finiscono per prodursi in gaffe esagerate, parole a vanvera, refusi improbabili, espressioni senza senso.
Per raccoglierle, in maniera qualsi clandestina, è nato un sito web, Raccapriccio, le cui "perle" sono ora protagoniste di un libro - pubblicato da Aliberti editore, in libreria dal 20 giugno - in cui vengono illustrate dai disegni di Christian G. Marra e accuratamente commentate.
In 120 pagine non si scoprono solo errori che fanno sganasciare dalle risate o cantonate colossali: si scopre anche che la lingua è viva, si evolve, riesce a essere creativa, perfino visionaria, anche quando è sbagliata.
 
Ce n'è per tutti, comprese le grandi firme grandi: c’è Vittorio Zucconi durante i mondiali di calcio, c’è Giovanna Grassi a Cannes, e poi Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Piero Ostellino, il filofoso Umberto Galimberti, Francesco Bonami… Grandi giornalisti che prendono granchi, si producono in esilaranti perifrasi, gareggiano sulla lunghezza della frase, perseguitano la consecutio, esagerano con i cliché.

La raccolta è curata dall’agenzia letteraria ed editoriale Perroni & Morli. Un posto dove ci si occupa di autori affermati e si va in cerca di nuovi talenti, si traducono romanzi, si adattano dialoghi, si elaborano testi di ogni tipo. E, in uno scantinato chiamato Raccapriccio, si incorniciano le perle più divertenti e vistose dei giornali italiani.

Per il lancio del libro, l'editore ha preparato un simpatico quitz su alcune delle "chicche" contenute nel libro.

Un'illustrazione di "Raccapriccio"

 

Meditate,aspiranti pennivendoli,meditate...

Saluti.

Marcello De Giorgio.

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martedì, 19 giugno 2007
Affari Italiani
Riscontriamo questa scoperta fondamentale per
la salute del mondo intero...
Mi viene un sospetto:ma i ricercatori in questione non avevano altro da fare?
Salute/ Accavallare le gambe fa aumentare la pressione del 4%.
Martedí 19.06.2007 10:00

Non farà di certo venire il fiatone a nessuno, ma il semplice gesto di accavallare le gambe é più faticoso di quanto si pensasse. Tanto che, quando ci si siede appoggiando una gamba sull'altra, non solo la pressione media del sangue si alza del 4%, ma il lavoro del cuore aumenta dell'8,5% (pompando così una quantità di sangue maggiore), mentre la frequenza cardiaca si riduce del 2,4%.

 

Lo hanno scoperto alcuni ricercatori dell'università di Nijmegen (Olanda), con uno studio presentato al meeting della Società europea di ipertensione, in corso in questi giorni a Milano. I ricercatori hanno studiato 102 persone tra i 38 e i 68 anni, sia ipertesi che sani. A tutti hanno misurato la pressione, con uno strumento che si applica a un dito e che monitorizza un battito per volta, mentre accavallavano le gambe.

E hanno scoperto che la pressione si alza per tutti allo stesso modo, che siano giovani o vecchi, uomini o donne, grassi o magri. Sale un po' di più solo a chi soffre anche di diabete. L'innalzamento di pressione, comunque, è minimo: se una persona ha come valori 80-120, quando incrocia le gambe può arrivare ad avere la pressione a 84-124. Troppo poco, insomma, per preoccuparsi.

I ricercatori pare che abbiano scoperto,da un sondaggio su un campione di innumerevoli soggetti maschi,che la pressione sale per ben più del 4%... 

He,he,he!

Saluti goliardici per tutti!

Marcello De Giorgio. 

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sabato, 16 giugno 2007

Destra e Sinistra si scambiano(come da copione...)reciproche accuse riguardo al fenomeno immigratorio che,detto fra di noi,ha colto impreparati un pò tutti... 

Gli Italiani sono sempre stati(a detta di molti...),per ragioni storico-cromosomiche,esterofili...

Passato però il tempo delle invasioni e delle conquiste,assunta quindi una pseudo-coscienza nazionale,i nostri connazionali hanno consolidato il convincimento(vox populi,vox Dei!)che lo straniero approdato sugli italici lidi non venisse per prendere,ma per dare,anzi "per lasciarsi prendere" !

Appena si sono accorti che "le orde barbariche" calano all'interno dei "sacri confini dell'impero" per prendere(come in tutti i fenomeni migratori,da sempre...) e non per dare(come auspicato...),è scattato l'antico "e no,'ccànisciuneffèss'" che,per l'occasione,ha unificato il lumbàrd al calabrese, compresi addirittura i veneti(qualcuno li farà pur convinti che Napolitano non è il nuovo Doge...)

Insomma,a sentire in giro,se ad esempio sono polacchi,tutti figli di Karol,se parliamo invece di altre etnie tutti figli di...e quando fra non molto saranno turchi?

Tranquilli,le città dell'Italia Meridionale sono già attrezzate,con i vicoli...

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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giovedì, 14 giugno 2007

Gaza, Ancora Scontri, Hamas Ha Controllo Di Vaste Zone

Reuters
Gaza, Ancora Scontri, Hamas Ha Controllo Di Vaste Zone
Giovedì 14 Giugno 2007, 10:23

Fumo dal quartier genarale delle forze di sicurezza fedeli al presidente palestinese Mahmoud Abbas nella parte meridionale della Striscia di Gaza. REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa (GAZA)

 

GAZA (Reuters) - Dopo un'altra drammatica giornata di sangue in Medio Oriente che ha visto i guerriglieri di Hamas issare oggi la bandiera verde simbolo del movimento fondamentalista islamico su una delle ultime fortezze di Fatah a Gaza City, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha firmato stasera tre decreti, due dei quali per sciogliere il governo guidato dal premier Ismail Haniyeh, di Hamas, e per dichiarare lo stato d'emergenza in Cisgiordania e Gaza.

Lo ha annunciato questa sera un consigliere di Abbas.

"I decreti sono stati firmati, licenziando (il primo ministro) Ismail Haniyeh e il suo governo, e dichiarando uno stato d'emergenza", ha detto il consigliere per i media Nabil Amr.

Un altro consigliere di Abbas ha detto che il terzo decreto prevede la costituzione di un governo d'emergenza per sostituire la coalizione che il movimento islamico Hamas e il partito laico Fatah avevano formato a marzo.

In un comunicato, il presidente Abbas ha annunciato che nuove elezioni si potranno tenere soltanto una volta che la situazione si sarà stabilizzata.

Hamas ha subito respinto la decisione del presidente di licenziare il premier, ha detto a Reuters un dirigente del movimento.

"Hamas respinge le decisioni di Abbas . In termini pratici queste decisioni sono senza valore. Il primo ministro Haniyeh rimane il capo del governo anche se esso è stato sciolto dal presidente".

Intanto, in una telefonata ad Abbas, di cui ha riferito un portavoce americano, il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ha manifestato il sostegno di Washington ai moderati palestinesi e ha detto che gli Stati Uniti stanno valutando l'opportunità di una forza internazionale di peacekeeping per Gaza, anche se si preannuncia difficile la reperibilità delle truppe necessarie.

ALMENO 29 LE VITTIME NEGLI SCONTRI DI OGGI

Le bandiere di Hamas sventolano dal tetto del quartier generale della Sicurezza preventiva -- un simbolo potente di cui Hamas ha preso possesso dopo sei giorni di spargimenti di sangue in cui sono stati uccisi più di 100 fra combattenti e civili.

Almeno 29 palestinesi sono rimasti uccisi nei combattimenti di oggi, hanno riferito fonti ospedaliere, compresi 18 uomini di Fatah i cui corpi sono stati trovati nel quartiere di sicurezza preventiva.

Hamas ha anche preso il controllo di una base di intelligence, e continua a martellare il complesso presidenziale di Gaza City e un'altra roccaforte di Fatah a colpi di mortaio, anche se entrambi rimangono sotto il controllo di Fatah.

I militanti di Hamas hanno "giustiziato" quello che hanno definito un importante "collaboratore" di Fatah, mostrando il suo corpo per strada, mentre i leader del movimnto hanno diffuso una lista di alti sostenitori di Fatah da uccidere.

I combattimenti hanno portato i palestinesi più vicini all'ipotesi di separazione fra una Striscia di Gaza controllata dai fondamentalisti islamici e la Cisgiordania, dove tiene ancora la fazione di Fatah guidata da Abbas -- e ancora più lontano dal loro sogno di uno stato indipendente in entrambe le aree.

La Commissione europea ha sospeso l'erogazione aiuti umanitari a Gaza. "La situazione umanitaria è catastrofica, abbiamo dovuto ritirare i nostri operatori" ha detto a Reuters a Bruxelles il commissario europeo all'Aiuto e allo Sviluppo Louis Michel.

Il capo della politica estera europea Javier Solana ha detto ieri che la Ue potrebbe considerare l'idea di partecipare ad una forza internazionale.

UN DURO COLPO PER FATAH

La presa da parte di Hamas dell'edificio rappresenta un duro colpo per le forze fedeli al presidente Mahmud Abbas che gode dell'appoggio dell'Occidente, dopo cinque giorni di violenti scontri.

"Gaza è persa", ha detto un alto collaboratore di Abbas ad alcuni diplomatici.

Alle Nazioni Unite, il segretario generale Ban Ki-moon ha anche ventilato la possibilità di "una presenza internazionale" durante un pranzo con i membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Di fronte alla possibilità del controllo della Striscia di Gaza da parte di Hamas, il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha detto che l'ipotesi di una forza internazionale lungo il confine tra Gaza e l'Egitto va presa seriamente in considerazione.

Ma Hamas, che assieme ad altri gruppi nasconde armi nei tunnel costruiti sotto il confine, ha respinto l'idea.

"Hamas respinge qualunque spiegamento di forze straniere nella Striscia di Gaza", ha detto Sami Abu Zuhri, un funzionario del gruppo. "Il movimento (di Hamas) considererà queste forze come forze di occupazione, non diverse dall'occupazione israeliana, indipendentemente dalla loro nazionalità", ha aggiunto.

Ed ora si parla addirittura di forze di Pace...

Mi raccomando,però:solo al momento opportuno!

Mah!

Saluti.

Marcello De Giorgio.

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giovedì, 14 giugno 2007

Ne eravamo già persuasi ma, nel silenzio dei "tengofamiglia",non avevamo abbastanza forza mediatica per denunciare quello che è un episodio di reato al quale le forze dell'ordine si "sarebbero" lasciate andare...Il pesce puzza dalla testa? Mah,testa o coda, il reato è pur sempre reato!

Comunque la verità comincia a venire a galla,non più repressa dalle censure berlusconiane,e la riferiamo così come ci viene riportata...

Affari Italiani
 
E' stata macelleria italiana"  G8, parla uno dei pestati
 "
"E' stata una macelleria italiana", il giornalista Lorenzo Guadagnucci, una delle 93 persone pestate nella Scuola Diaz durante il G8 di Genova, replica alla nuova versione dei fatti fornita dal vicequestore Fournier. "La polizia usò manganelli elettrici. E, ancora, le parole del vicequestore dimostrano che da parte del governo ci fu una strategia della menzogna"
G8 Genova/ Testimonianza choc del vicequestore:      
Diaz Genova G8
 "La polizia ha infierito. La scuola Diaz sembrava           
una macelleria"
Genova G8/ Macelleria italiana
Giovedí 14.06.2007 12:20

"Macelleria messicana? Meglio parlare di macelleria italiana!".

E' la reazione di Lorenzo Guadagnucci, una delle 93 persone pestate nella Scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001, alla testimonianza di Michelangelo Fournier. L'allora  vicequestore aggiunto al primo Reparto Mobile di Roma è uno dei 28 poliziotti imputati per i fatti di quel contro G8 e davanti al pm Francesco Cardona Albini, ha ribaltato la dichiarazioni rese in precedenza ai pm che indagano su quei fatti. Affari Italiani ha intervistato Lorenzo Guadagnucci oggi 43 enne giornalista di La Nazione e presidente del comitato "Verità e Giustizia".

Macelleria messicana? Fournier evoca un'immagine sanguinolenta di quello che accade…
E' un'immagine pertinente. Non ho avuto la disavventura del cranio fracassato come la ragazza di cui Fournier riferisce e che arrivò con i denti rotti in pronto soccorso, però assicuro che la situazione era estrema e coerente con questa immagine. Io ero al piano terreno della scuola Diaz in un angolo della palestra ed ero pestato da due agenti a colpi di manganello; usavano i nuovi "tonfa", i manganelli a forma di L con il manico in metallo, li usavano al contrario e hanno lasciato squarci sulla carne dei mie avambracci e delle gambe con le quali cercavo di ripararmi. Ho riportato tra le altre cose una frattura al polso.

E poi?
Dopo il primo pestaggio è arrivato un terzo agente che mi ha pestato sulla schiena… e tra le tracce di quei colpi il dermatologo ha identificato anche una cicatrice perfettamente circolare procurata da un manganello elettrico che ufficialmente non doveva essere in dotazione a quel poliziotto ma che probabilmente si era procurato per quella situazione. Era una scena infernale: attorno a me gente che sanguinava dal naso, dalla testa… ragazzi con crisi epilettica.

Dopo quei fatti è nato il comitato "Verità e Giustizia", raccolse testimonianze ed avviò azioni legali per far emergere i fatti e difendere le vittime delle violenze...Si come comitato oggi abbiamo alcune cose da dire. La testimonianza di Fournier mette a nudo una verità; che esiste una strategia della menzogna e della copertura. Fournier dopo sei anni ha iniziato a raccontare la verità ma ha giustificato il suo silenzio mentendo per 'spirito di appartenenza' alla polizia. Secondo me, per i valori che la nostra Costituzione esprime e a cui le forze dell'ordine per prime dovrebbero essere fedeli, lo spirito di appartenenza di Fournier doveva spingerlo a dire la verità subito perché non si può sopportare una menzogna così grossa sugli abusi e le ombre di quei giorni. L'atteggiamento di Fournier invece fa pensare a un clan, un gruppo di potere che vuol proteggere se stesso e questo è incompatibile con una polizia di una democrazia.

E da un punto di vista politico cosa comporta la testimonianza di Fournier?
Oggi il ministro dell'Interno di questa Repubblica non può più far finta di niente. Il ministro sa benissimo che la strategia della menzogna ha portato addirittura alla promozione dei maggiori imputati del processo della Diaz. Chiedo che intervenga. Il parlamento, sulla base di questi nuovi fatti, deve mettere mano al progetto di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta. Questo è uno dei punti su cui il Governo Prodi si è impegnato con gli elettori alla pagina 77 del programma politico dell'Unione.

E a proposito delle reazioni politiche di questi giorni?
Sono stanco di queste dichiarazioni a cui non seguono fatti; che i politici si muovano o stiano zitti. Il governo Berlusconi nel 2001 ha da subito legittimato l'operazione e lo stesso premier in mondovisione aveva dichiarato che 'era stata fatta una brillante operazione di polizia' che aveva portato all'arresto di 93 black block. Le cose andarano radicalmente in modo diverso come ci dimostra oggi anche la testimonianza di Fournier… da allora a quelli pestati nella Diaz né Berlusconi né i suoi ministri e nemmeno quelli di oggi hanno mai fatto le loro scuse.

Umberto Di Maria


Quando emergono fatti del genere,c'è solo da perdere la faccia...che,in questi casi, coincide con l'assenza di sole...quella stessa che porta un certo personaggio a tentare di disturbare il Primo Cittadino "al colle"... invece di chiedere scusa per essere venuto al mondo,lui ed i suoi ministri!

O no? 

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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lunedì, 11 giugno 2007
 
Fassino 
Depositate a Milano le intercettazioni sul caso Unipol. Leggile su Affari. Ricucci a Latorre: fammi avere una tessera dei Ds. Il braccio destro di D'Alema: il segretario non capisce nulla. LE INTERVISTE: il senatore Ds avverte gli alleati... Livia Pomodoro: "Speravo nostre misure bastassero". Forza Italia: "Non useremo intercettazioni contro i Ds".
Roberto Calderoli
Appropriazione indebita: indagato Calderoli con altre 49 persone. Affari pubblica gli atti dell'inchiesta

 

Affari Italiani
Intercettazioni/ Fassino chiede aiuto a Consorte per incontrarsi con Abete. E D'Alema avverte il presidente di Unipol che il suo telefono era sotto controllo
Lunedí 11.06.2007 11:31

 

  Fonte:Affari Italiani        

Si spargono i veleni. Le intercettazioni contengono materiale esplosivo. La cancelleria del giudice Clementina Forleo serba tanti segreti che dovevano essere inaccessibili, e invece sono trapelati.

La cancelleria è stata accessibile fino alle 15.30 ai soli avvocati difensori del caso Unipol-Bnl. Su Affari le conversazioni scottanti.

Il 5 luglio 2005 Fassino avrebbe chiesto aiuto - in una chiamata intercettata - a Consorte. Il segretario dei Ds infatti deve incontrarsi con Luigi Abete, presidente di Bnl, ma non sa cosa dirgli e chiede quindi aiuto. Ecco la conversazione:

- Fassino: Gli... gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato Abete.
- Consorte: sì
- Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un pò.
- Consorte: uhm.
- Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
- Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì... eh noi con.. però tu... ma questa... eh... non gliela devi dire a lui...
- Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio.
- Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti...
- Fassino: sto abbottonatissimo.
- Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo.
- Fassino: ecco meglio così. Dimmi tu.
- Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l'abbiamo raggiunto.
- Fassino: sì.
- Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi. La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
- Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
- Consorte: l'accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops...
- Fassino: eh.
- Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.

 

Cose Nostre/ Su D'Alema si abbatte il ciclone Clementina
Guarda il videocommento di Affari Italiani

La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
- Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
- Consorte: sì.
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti
così:
- Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l'azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
- Fassino: ehm.
- Consorte: che però non si può dire oggi.Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
- Consorte: e poi d'altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l'accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde.

Il 14 luglio 2005 è invece D'Alema il protagonista. Il presidente della Quercia è a un convegno su Amendola con Pierluigi Stefanini, vicepresidente di Unipol. In quell'occasione D'Alema avverte Consorte della necessità di parlargli personalmente perchè il numero uno di Unipol è intercettato e quindi deve stare attento "alle comunicazioni". Decidono quindi di vedersi a cena, e D'Alema dà istruzioni a Consorte di parlare con Nicola Latorre (braccio destro dell'ex premier). In una telefonata successiva, infatti, Latorre e Consorte si mettono d'accordo per una cena a tre.

Tre giorni dopo, il 17 luglio, Fassino chiama Consorte. Il presidente di Unipol riferisce di avere il 51,8 per cento di Bnl e che nell'operazione ha coinvolto quattro cooperative che fanno capo a Stefanini.

Ma non è finita qui. Secondo altre fonti, Latorre avrebbe parlato più volte con Consorte. In una di queste conversazioni, è caustico su Fassino. Per Latorre, il segretario "non capisce un tubo". E Consorte, all'altro capo del telefono, concorda.  In un'altra conversazione, tra Latorre e Consorte, del 7 luglio 2005, l'ex presidente di Unipol informa il dalemiano doc che è stata raggiunta quota 70 percento. D'Alema si inserisce e gli dice: "Vai, facci sognare".

Ecco la conversazione:
D'Alema: Va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D'Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D'Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D'Alema: va bene, vai!

Il 18 luglio Latorre chiama Ricucci. Ricucci dice: "Ecco il compagno Ricucci all'appello. Ormai stamattina a Consorte gliel'ho detto, datemi una tessera, non ce la faccio più". Latorre: "Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo rosso". Ricucci: "Ho preso da Unipol, io. Tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol".

LA STANZA DEI SEGRETI - Corridoio pattugliato al settimo piano del palazzo di Giustizia di Milano per il caso Antonveneta. Il gup Clementina Forleo ha depositato la perizia effettuata su 73 intercettazioni disposte nell'ambito delle inchieste milanesi, Antonveneta-Unipol-Bnl-Rcs e che hanno coinvolto alcuni parlamentari. Le 'carte' si trovano nella stanza 9, l'ufficio di fronte a quello della presidenza, da questa mattina sorvegliato da tre carabinieri. La stanza dei segreti è stata chiusa alle 15.30.

Non commento,visto che il tutto si commenta da solo...

Ma,penso,della Forleo,non dicevano peste e corna?

Adesso è diventata "il ciclone"? Ma non era un film?

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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domenica, 10 giugno 2007

Paris Hilton disperata in cella "Rifiuta il cibo e non dorme"

Quotidiano.net

Paris Hilton disperata in cella      Quotidiano.net - Sab 9 Giu

LosAngeles, 10 giugno 2007 - Paris Hilton non mangia nè dorme da quando è tornata in cella e il medico della prigione di Los Angeles le ha prescritto psicofarmaci . Lo riferisce 'Tmz', il sito web della celebrità, che cita fonti della polizia. "Piange continuamente, prega e si è chiusa in sè stessa", afferma la fonte. Per certo si sa che la bella e ricca ereditiera ventiseienne, controllata a vista, è stata visitata per oltre due ore questa mattina da uno psichiatra, il dottore Charles Sophy. Ma un portavoce dello sceriffo della contea di Los Angeles, Steve Whitmore, non ha voluto fare commenti.   In lacrime, ammanettata dietro la schiena, struccata e con indosso un golf sformato, Paris è tornata dietro le sbarre per la seconda volta in una settimana. Il giudice della Corte d'appello di Los Angeles, Michael Sauer, aveva annullato la decisione dello sceriffo di rilasciare per non meglio precisati motivi di salute la regina del gossip e disposto che la condanna a la condanna per guida senza patente e violazione della libertà vigilata sia scontata. Il fragore suscitato da quella che era stata bollata come una "giustizia su misura per le celebrità" si è rivelato un boomerang per la Hilton. Ma molti dubitano che questo sia l'ultimo capitolo della saga che, tra accenti surreali e melodrammatici, sta appassionando le cronache rosa. La giovane aveva trascorso la notte precedente nella villa di famiglia, a King's Road, nel cuore di Hollywood, appena fuori Sunset Boulevard; una costruzione in stile mediterraneo e con le tegole rosse, sin dalla mattina assediata dei 'paparazzi'. Lo sceriffo Lee Baca aveva deciso che, pur con il dispositivo elettronico alla caviglia, avrebbe trascorso lì gli arresti domiciliari. «È sull'orlo di un tracollo nervoso», aveva detto infatti lo psichiatra che l'aveva visita in carcere mercoledì scorso. È per questo che adesso, tornata in prigione, Paris Hilton -invece di rientrare nella cella in cui aveva iniziato la detenzione- trascorrerà almeno il week-end nell'infermeria del carcere femminile situato una ventina di chilometri dal centro di Los Angeles. È apparso affrancato il procuratore Rocky Delgadillo, il magistrato che ha innescato il dietrofront in tribunale: "Questa sentenza è la dimostrazione che nessun individuo -non importa quando ricco o potente- è al di sopra della legge. Oggi la giustizia è stata rispettata". E mentre la foto della giovane, con il volto segnato dal pianto, seduta sul sedile dell'auto della polizia che la riporta in carcere, arriva a costare mezzo milione di dollari, già la stampa si interroga su quanto dovrà rimanere dietro le sbarre: tutti i 45 giorni della prima condanna o soltanto i 23 che le erano stati accordati?

online@quotidiano.net


Davanti ad una notizia del genere,davanti alla quale perfino la controversa visita di Bush jr. a Roma passa in secondo piano,si accendono in tutti i  luoghi di ritrovo d'Italia i dibattiti e gli opinionisti si sbizzarriscono...

Mi rifiuto di pensarlo,ma temo che il "Gossip" sia il principale interesse degli Italiani...

In attesa di tuffarci nell'uragano ballottaggi,auguro a tutti Buona Domenica!

Marcello De Giorgio.

 

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