domenica, 29 aprile 2007

 

L'Europa ha recepito il movimento di opinione che da più parti in Italia si è accoratamente levato...Come primo risultato riscontriamo però un'esecuzione negli USA ed altre sette in Giappone che,per l'occasione,ha ripristinato l'impiccagione...

Riscontriamo inoltre che in Cina(vabbè che sono in tanti,però...) sono migliaia ogni anno le esecuzioni capitali ;la stessa Amnesty ci ha ricordato alcuni concetti che ho più volte sostenuto:

si parla,si parla e si parla ma,in pratica,i Governi che si succedono in Italia tirano la volata a gretti e miopi "imprenditori" (al cui confronto i furbetti del quartiere sono delle cime...) convinti di fare i loro affarucci con gentaglia che ha le mani che grondano sangue... Mah! E permettersi poi di ricordare che i nostri padroni Americani se ne fregano completamente non solo  delle moratorie sulla pena di morte,ma anche delle proposte a favore dell'ambiente,procura solo il fatto di essere "messi all'indice" come sovversivi inquanto chi non è smaccatamente filo-americano è certamente anti...

Saluti.

Marcello De Giorgio.

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martedì, 24 aprile 2007

E' fresca fresca di Telegiornale la notizia secondo la quale alcuni fra i "più lungimiranti" imprenditori nostrani pare che approfittassero della proverbiale abilità dei Cinesi nel produrre "a costo quasi zero"    per immettere sul Mercato "a prezzi da Cinese" le merci prodotte.

Un pò come le etichette "Made in Italy" che troviamo molto spesso magari sulle cianfrusaglie etc.che i c.d. vù cumprà ci offrono sulle spiagge o sotto i portici metropolitani...

Questo è un episodio che deve far riflettere, oltre a noi tutti,anche i commentatori "in odor di xenofobia" di taluni post che "girano" per Splinder...

E non è tutto:a proposito di mutazioni "geno-politiche",guardate un pò cosa ho trovato sul Web...

Saluti per tutti.

 

Marcello De Giorgio.

 

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24 aprile 2007 - 17:00

 

"VIA I NEGRI!" - chi l'ha detto? 

 

Romano Prodi, 30 anni fa. Incredibile ma vero... Roba che se oggi finisse in bocca a Borghezio, ne verrebbe fuori un caso nazionale

 

 
di: Ardito

«Via i negher» Firmato Romano Prodi

Si avete letto bene il titolo, non vi sto tirando per il sedere...
Era il 19 agosto 1977, e il buon Professore pubblicava sul Corriere della Sera un articoletto abbastanza "pepato", degno del miglior Borghezio.
L'editoriale commentava una notizia ritenuta dal futuro premier del centrosinistra davvero molto preoccupante: a Reggio Emilia erano stati appena censiti 115 lavoratori arabi. Centoquindici, giusto, non centoquindici mila come sono oggi; ma il visionario insaccato aveva già intuito il pericolo, era già avanti con la testa...
Prodi scriveva proprio così: non aprite le porte ai negri. Diceva proprio: «negri». E domandava: con tutti i problemi che abbiamo dobbiamo aggiungere quelli di una «difficile convivenza razziale»? E poi, ancora, insisteva: «Vogliamo proprio aprire le porte ai lavoratori stranieri» con tutti i disoccupati italiani che ci sono?
Roba che Calderoli a confronto è il Re del Politically correct!
Vabbè l' articolo ha 30 anni; e certi uomini ci hanno sempre abituato a cambi di direzione e repentinei trasformismi: da Dario Fò che si arruolò nei paracadutisti della RSI, a Rutelli che sbandierava il suo si all' Aborto sotto al Vaticano, passando anche per il Presidente della Repubblica che per amore del teatro si iscrisse ai GUF, gli stessi dove militava Almirante.
Ma dal mite professore non ti aspetti certo un articolo in puro "stile padano".

Vi immaginate il casino se quell' articolo lo si pubblicasse oggi su "LaPadania" a firma di Mario Borghezio?
E' proprio vero, i tempi son cambiati...

Tratto da: Forza e onore

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venerdì, 20 aprile 2007

 

Di questi giorni è la comunicazione sulla annuale strage delle foche.

L'articolo sotto riprodotto,tratto dal Corriere della Sera, potrebbe essere stato scritto ieri mattina:

guardate un pò la data a piè di pagina...

Pur con le motivazioni alimentari degli Eschimesi,sarebbe magari il caso di analizzare in concreto il discorso invece di continuare a diffondere in definitiva solo chiacchiere?

 

Da oggi divieto di importazione per le pelli di cuccioli; in arrivo un decreto anche per gli esemplari adulti e un'etichetta anti-barbarie
Un frame del video che testimonia il massacro delle foche in Canada (Ifaw)
Un frame del video che testimonia il massacro delle foche in Canada (Ifaw)
ROMA -
Adriano Celentano aveva lanciato il sasso già alla fine degli anni Ottanta, alla vigilia del referendum contro la caccia. Mostrando durante «Fantastico» un video di Greenpeace sulla caccia alle foche aveva scosso l'opinione pubblica violando la tranquillità del sabato sera di Raiuno. In tanti avevano preso posizione contro la pratica cruenta dei cuccioli uccisi sul pack a colpi di bastone e non con armi da fuoco, così da mantenere integro il pellame. Da allora le cose non sono molto cambiate: i cacciatori canadesi continuano a decimare le colonie del circolo polare artico, come documentato anche da un video dell'Ifaw, International Fund for Animal Welfare. A quasi vent'anni di distanza l'Italia prende una posizione ufficiale contro le pelli di foca.
Un cacciatore uccide una foca a colpi di bastone (Ifaw)
Un cacciatore uccide una foca a colpi di bastone (Ifaw)
IMPORTAZIONI VIETATE -
Lo fa con un decreto interministeriale che sarà presentato nei prossimi giorni e che è stato annunciato oggi dal viceministro al commercio estero, Adolfo Urso. In una conferenza stampa promossa congiuntamente alla Lav, la Lega antivivisezione, Urso ha spiegato che l'Italia adotterà misure restrittive non solo per l'importazione dei mantelli dei cuccioli, un divieto già previsto da una direttiva Ue, ma anche per quelli di foca adulta. Si tratta di fatto di uno stop quasi totale alle pelli di foca, atteso da tempo dalle associazioni ambientaliste e animaliste. Per i cuccioli non sarà necessario aspettare il decreto: già da oggi è in in vigore «l'indirizzo politico vincolante per il divieto di importazione» delle loro pelli. A fare rispettare il divieto penseranno i funzionari delle dogane e gli agenti della Guardia di finanza.
ETICHETTA ANTI-BARBARIE - Urso ha riferito inoltre che in Parlamento è stata inoltre depositata una proposta di legge firmata da 20 parlamentari della Casa delle Libertà (primo firmatario Maurizio Saia, di An) «per introdurre il divieto per legge dell'importazione e della commercializzazione di tutte le pelli di foca, cuccioli e adulte». Si pensa poi all'introduzione di un'etichetta «anti-barbarie, una sorta di marchio etico per consapevolizzare all'acquisto».
La volontaria dell'Ifaw, Rebecca Aldworth, vicino a due foche uccise a bastonate dai cacciatori canadesi (Ifaw)
La volontaria dell'Ifaw, Rebecca Aldworth, vicino a due foche uccise a bastonate dai cacciatori canadesi (Ifaw)
IL MASSACRO IN CANADA -
Un piano che in sostanza ha l'obiettivo di salvare dal massacro 3 milioni di esemplari di foche, la quota di caccia prevista dal Canada per i prossimi 5 anni, secondo dati non ufficiali, come ha precisato Edoardo Bennati, responsabile Lav campagne europee. Nell'ultimo triennio gli animali uccisi sono stati, secondo stime degli scienziati, almeno un milione e mezzo. «In alcuni Paesi- ha sottolineato Bennati - la caccia alle foche è particolarmente crudele, come in Canada, dove è autorizzata l’uccisione di foche di appena 12 giorni di vita e dove è stato documentato lo scuoiamento di animali ancora in vivi! Ma le iniziative annunciate oggi determinano un primo stop all’importazione di prodotti di foca da Canada, Norvegia, Russia e all’attività di trasformazione dell’Italia, oggi economicamente meno rilevante di 10 anni fa quando il valore delle importazioni di pelli di foca era superiore ai 10 miliardi di lire all’anno, un valore sceso oggi a circa 60.000 euro».
STOP ALLE UCCISIONI VIOLENTE- «L'Italia è in prima linea nell'impegno civile e morale per far capire a tutti - dice il viceministro Urso - che l'uccisione barbara di animali lede i valori fondamentali della nostra civiltà». Un lavoro «che vuole essere la base di partenza per arrivare- al divieto di qualsiasi commercio di pelli di animali uccisi in modo barbaro». Nei mesi scorsi, ad esempio, aveva fatto scalpore un video che mostrava visoni e volpi scuoiati vivi in Cina (■ Guarda il video). E per questo la proposta di legge «fa da rompighiaccio in questo tema fondamentale per i diritti degli esseri viventi». Una protezione a più livelli, quindi per le foche, a partire dai cuccioli. Per piccoli si intende l'esemplare di foca fino a 13 giorni. «Ma è difficile dire quando è 13 giorni più uno ha detto Bennati - da qui l'importanza di prevedere la tutela anche per gli adulti».
IL MERCATO IN ITALIA - Il mercato di pelli di foca in Italia e Europa ha avuto un crollo negli ultimi 20 anni. Il nostro Paese nella seconda metà degli anni '90 era il secondo al mondo per importazione e meno di 10 anni fa il valore del business si aggirava su cifre spaventose come 16 miliardi di vecchie lire. «Ora l' importazione è irrisoria, per un valore intorno ai 60mila euro», hanno riferito Urso e Bennati. In Europa, Belgio e Olanda stanno per introdurre lo stop alle licenze. Su questa strada Messico e Groenlandia mentre in Usa lo stop risale al '72. Ma la preoccupazione è rivolta ai mercati emergenti come Giappone, India e Indonesia.
A. Sa.
14 febbraio 2006

 

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mercoledì, 18 aprile 2007

                                                         
Annamaria Franzoni (foto AP) 
Un incontro tra una giornalista e un neurochirurgo. Da qui è nato un libro che può mettere in crisi l'intera struttura del processo di Cogne. La tesi è chiara: Samuele non è stato ucciso, ma è morto per aneurisma. I 17 colpi? Sono lacerazioni cutanee. Maria Grazia Torri, autrice di Cogne, un enigma svelato: "Il delitto? Inventato dalla stampa".
Trovo sul Web questa "notiziola" destinata,a parer mio,a
sollevare il solito polverone mediatico.
A seguire si possono leggere gli approfondimenti e,che dire? Può veramente dirsi che è vero tutto ed il contrario di tutto...
Prima di scomodare i soliti posteri,attendo i vivi ,cioè Voi...
Saluti.
Marcello De Giorgio.

FONTE: LIBERO "Affari Italiani"

''Un delitto inventato dalla stampa'', lo definisce il neurochirurgo Giovanni Migliaccio; ''Niente è più ingannevole di un fatto ovvio'', è la tesi di Maria Grazia Torri che fornisce una nuova lettura del caso più discusso degli ultimi anni nel libro "Cogne, un enigma svelato" . Nel 2006 la giornalista e critica d'arte Maria Grazia Torri incontra per caso, all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, Giovanni Migliaccio che le espone un'inedita teoria: i diciassette colpi alla testa del povero Samuele non sono necessariamente colpi. Il medico le espone fatti, notizie, esami, casi clinici, tracciando ipotesi, congetture, collegamenti che convinsero Maria Grazia Torri a dedicarsi al caso Franzoni.

Maria Grazia Torri studia, approfondisce, parla con molti medici e ottiene conferme da numerosi specialisti e pian piano emerge una nuova teoria: la scena del crimine potrebbe non essere la scena del crimine. "Cogne, un enigma svelato", in edicola tra qualche giorno, ripercorre tutte le tappe seguendo questo nuovo filone di ricerca della verità, a partire dalla perizia del professor Francesco Viglino, anatomopatologo del piccolo Samuele Franzoni la cui perizia finora non è mai stata data alle stampe. Affari racconta il libro in anteprima, con la tesi e con le analisi del neurochirurgo. Un libro nel quale- giura l'autrice e giornalista -  intendo scomodare di nuovo periti, procure, tribunali, medici e giornalisti, mettendoli di fronte alle gravi imprecisioni di questa vicenda".

L’Enigma svelato (Giraldi Editore) è il tentativo di ricostruire il mistero di Cogne da una diversa prospettiva. La tesi è chiara: e se nessuno si fosse soffermato a vagliare la strada più ovvia? Se non si trova l’arma del delitto nè il movente, forse è perché non c’è stato nessun crimine.

LO STRESS MEDIATICO - Ma in cosa consiste questa nuova, sconvolgente ipotesi? In breve, la causa della morte di Samuele sarebbe stata la rottura di un aneurisma, proprio come aveva sospettato inizialmente la stessa Annamaria Franzoni. Ma questa possibilità non è stata neanche verificata. "Quando accade un evento così tragico entrano in ballo le forze dell'ordine, i giornalisti e folle di curiosi.

 

Maria Grazia Torri
 
Questo tipo di invasione non ha fatto bene ad un'indagine che invece avrebbe avuto bisogno di un momento di deposito" spiega l'autrice. "La stampa ha paura del 'buco', una notizia del genere deve essere diffusa subito, e in mancanza di accertamenti è stata presa per buona la notizia criminale fornita da una guida alpina. Il vero crimine di oggi è l'imperativo: tutto, maledetto e subito".

Samuele quindi sarebbe morto a causa di una violenta emorragia cerebrale, a seguito di un aneurisma e/o di una malformazione vascolare congenita che ha successivamente innescato una crisi epilettica. E, mettendo in evidenza dal punto di vista clinico errori e contraddizioni dell’analisi necroscopica del Prof. Viglino, perito incaricato dal Tribunale di Aosta, Maria Grazia Torri ci accompagna per mano attraverso una lettura alternativa di questo mistero.

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martedì, 17 aprile 2007

 

"Provocatorio l'intervento del COMICO Beppe Grillo"...

Certo che la patente di comico Beppe Grillo non riesce a scrollarsela ... neanche QUANDO DICE COSE SERIE!

Bravo Grillo! Bisogna far capire a questi manager da operetta che il continuare a vessare i consumatori Italiani sventolando un monopolio che IN TEORIA dovrebbe essere tramontato da tempo,alla faccia della liberalizzazione,è la conferma che l'imprenditoria in Italia non ha sempre più spesso  veramente nulla da dire...

Saluti.

 

Marcello De Giorgio.

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domenica, 15 aprile 2007

 

LIBERO NEWS mi è ancora una volta utile per "girare" una notizia che mi ha lasciato abbastanza sorpreso alla luce delle informazioni che vengono diffuse in Italia sui Turchi...

Mi riprometto di approfondire questi argomenti:nel frattempo mi piacerebbe sapere cosa ne pensate...

A proposito dell'uso del velo in pubblico,mi pare di ricordare che ci fosse una norma potenzialmente restrittiva...

Saluti.

Marcello De Giorgio.

News > Libero Blog > Politica

 
15 aprile 2007 - 09:51
In piazza per lo Stato laico

 

La manifestazione si svolge in Turchia e guarda caso nessun giornale ne parla

 

 
di: Mentecritica
Cose Turche: Centinaia di Migliaia in Piazza in Difesa della Laicità dello Stato. Impariamo dagli Islamici

Alla fine dell’esposizione dei fatti solo qualche osservazione:
Nella civile e moderna Italia ci chiediamo se esporre i crocifissi o no e in Turchia, posto dove si fuma e si mangia come turchi,  se la moglie di un uomo politico porta il velo “pare brutto”.
Nell’occidentale Italia anche la sinistra si deve cristianizzare a mastellate mentre in Turchia se inizia un processo del genere i carri armati iniziano a scaldare i motori.
Gli stessi giornali che da mesi ci scassano i cabasisi con i family day e i vescovi in piazza, ignorano completamente quello che avviene in un paese a un’ora e mezza di aereo e che non viene ammesso in Europa anche per le sue enormi potenzialità militari ed industriali.
Quando il Papa è andato in Turchia e 38 esaltati hanno inscenato una protesta, i nostri media hanno messo su un ambaradan clamoroso. Ora che in migliaia scendono in piazza contro l’ingerenza religiosa nella vita politica dello stato, non si legge una beneamata fava.
Ci sarebbe da sperare l’esercito turco venga in trasferta a fare un colpo di stato anche qui e mandasse quelli che dicono che possiamo criticarli, come se ci volesse l’autorizzazione, in dorato esilio su un’isoletta del mediterraneo, dalla quale esercitare in massima libertà il proprio magistero, senza l’appoggio di giornali che di laico hanno solo le tette e i culi che ci ammanniscono per stroncare l’impeto virile della rivolta.

Tratto da: MenteCritica

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sabato, 14 aprile 2007

 Riporto integralmente la pagina di LIBERO NEWS che riprende i "fattacci" di via Sarpi a Milano come doveroso completamento di cronaca...

Non vuol essere assolutamente una presa di posizione a favore dei Cinesi,ma un tentativo di chiarezza...

Bisogna che chi ha delle responsabilità se le assuma e, di conseguenza,paghi... O no?

Saluti.

 

Marcello De Giorgio.

 

News > Libero Blog > Cronaca I

 
14 aprile 2007 - 09:34
Milano, Chinatown in rivolta

 

Un video prova che le multe sono fatte solo ai cittadini cinesi. Perchè?

 

 

dispiace per quello che è avvenuto oggi, ma l'amministrazione manterrà la sua posizione". Così il sindaco Letizia Moratti ha bollato quanto accaduto ieri nella milanesissima Chinatown di via Sarpi, quando 300 cinesi si sono rivoltati contro polizia e vigili urbani, inscenando poi una manifestazione di protesta, che ha provocato le cariche della polizia poi stigmatizzate persino da un esponente di An. La rivolta nella Chinatown milaneseLe zone franche, secondo il primo cittadino, sarebbero quelle che tentavano di creare gli immigrati gialli, che non volevano rispettare le leggi nel "loro" quartiere. Leggi che invece, è sottinteso, nel resto della città sono rispettate. Beh, c'è un video che smentisce sia il sindaco che la polizia.

Il Corriere, solerte, è il primo a dare la notizia sul proprio sito, denunciando tra l'altro, nel titolo: "Sventolano bandiere rosse!" (E beh, sai, inviato del Corriere, essendo cinesi, non potevano sventolare bandiere blu). Il resoconto dettagliato del fattaccio è il seguente: la miccia si sarebbe accesa intorno alle tredici, quando una commerciante cinese si vede fare la multa da un vigile: sembra che la sua auto fosse ferma in divieto di sosta, che stesse scaricando merci fuori orario e che non avesse provveduto alla revisione.. Insomma, multa e libretto. Le proteste veementi della donna (pare che siano anche volati due schiaffi) attirano numerosissimi connazionali, e l'ennesima lite per una multa diventa una sorta di guerriglia urbana: lanci di bottiglie, auto divelte, cariche e controcariche si sono susseguiti un paio d'ore, generando più di un ferito in entrambi gli "schieramenti". E il tutto, insinua la polizia, sarebbe premeditato. Che sia in arrivo la tanto temuta invasione extracomunitaria annunciata da un terribile sventolìo di bandiere rosse, tanto per far felice Borghezio doppiamente? Pare di no. In realtà i cinesi denunciano un comportamento che, dicono, va avanti da sempre: una storia che riguarda le multe e i carrellini. I vigili - secondo gli orientali - sarebbero molto più solerti (e propensi) a multare i commercianti cinesi piuttosto che quelli italiani. Anzi, pare che i nostri connazionali, di multe, non ne ricevano per nulla. Questa è, ovviamente, la versione dei cinesi. Ma sempre sul Corriere, oggi, c'era riportata anche la versione particolare di due italiani (anzi, milanesi, studenti alla scuola di giornalismo dell'Università Cattolica), che nascosta una telecamera in uno scatolone e muniti di ingrombante carrello, hanno girato una sorta di grande fratello nascosto versione chinatown, riprendendo qualsiasi cosa accadesse loro intorno.I due hanno dapprima fermato un uomo italiano con un carrello, chiedendogli se avesse mai avutoproblemi con le forze dell'ordine. L'uomo ha ammesso di aver ricevuto una multa per divieto di sosta, quella sì, ma per il carrello mai, e peraltro lo usa due volte a settimana in quella strada, cioè spesso. Intanto, le pattuglie passano, ma i due studenti muniti di irregolare carrello sembrano non esistere. Che siano in macchina, a piedi o in bici, i vigili proprio non si accorgono di loro. Finalmente dopo la quinta pattuglia di distrattoni, un uomo in divisa li ferma. Ma invece di sgridarli, il vigile li avvisa che qualcuno, dai negozi cinesi, sta riprendendo tutto. Si scusa, lo sventurato, ma sapessero, "la situazione è ormai satura, al limite", lì a via Serpi, perciò bisogna far vedere che si multano anche gli italiani. Altrimenti non sono "rogne" solo per il corpo dei vigili, ma anche "per l'amministrazione comunale" e, come dire, teniamo famiglia. Spiace, ma la multa va fatta. Però, dice scusandosi quasi l'uomo, in un'altra situazione "si sarebbe chiuso un occhio". Dunque, ricapitolando, l'italiano deve pagare la multa, ma solo perchè il vigile è convinto di essere ripreso dai cinesi, e per paura di lasciare in giro prove compromettenti, deve purtroppo multare anche il connazionale, altrimenti non lo farebbe mai. In definitiva, lì si multano cinesi, di solito. E basta. Questo lo hanno denunciato due studenti milanesi, non cinesi. Ora, viene da domandarsi, perchè? E' forse razzismo? Non credo. Forse che i cinesi, essendo risaputamente di più, significano più soldi? No, è ridicolo. Sarà mica che i commercianti milanesi sentono il peso della concorrenza e chiedono aiuto "allo Stato"? No, ma via, cosa andiamo a pensare: a Milano, la patria del liberismo economico, la culla del libero mercato, la madre del NO assistenzialismo dello Stato? E allora sì che non possiamo non essere d'accordo con le parole del Sindaco Donna (in) Letizia Moratti: "NO alle zone franche". E' vero. No alle sacche di illegalità diffusa, no a chi - incivile - non rispetta le regole! No a chi, delinquente, sbaglia e non paga il giusto prezzo, la giusta multa. "No alle zone franche", dice la Moratti, e noi le rispondiamo "Hai ragione donna Letizia! Le multe falle pagare anche al resto della città! Quella è la vera zona franca!"


Giornalettismo.ilcannocchiale.it

 

 

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giovedì, 12 aprile 2007

 

Vabbè che il "Carletto" è contento per aver espugnato Monaco di Baviera,ma 'sto giro il Calcio non c'entra...

Milano,Milano,che male hanno  fatto(tranne quelli che l'hanno votata...) i Milanesi per ritrovarsi la Moratti come Sindaco?

Ecco, ho capito: da quando "zio Sergio" a Bologna ha bastonato a destra ed a manca e sguinzagliato le ruspe lungo il Reno,donna Letizia non ha voluto essere da meno e se l'è presa con i Cinesi,non avendo Rumeni(ad esempio) a portata di manganello...

E fermiamoci qui,che il discorso si fa lungo,ma a buon intenditor,poche parole...

Saluti per tutti.

Marcello De Giorgio.

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mercoledì, 11 aprile 2007

 

Riporto l'appello che potrete verificare su www.esagono.splinder.com e che caldeggio. In fondo al testo troverete un indirizzo al quale trasmettere il vostro contributo di opinione.Difatti un movimento di opinione diverso da quello precostituito  non potrà non essere preso in considerazione... se ci adoperiamo concretamente in tal senso...

Saluti.

Marcello De Giorgio.

 

Mercoledì, 04 aprile 2007,12:13

onorevoli nominati

Cdl e Unione divise su tutto, solo su una cosa sembrano concordare: un bel Parlamento di nominati dai partiti anzichè eletti. In entrambe le bozze di riforma elettorale, infatti, si parla di proporzionale con liste bloccate, senza preferenze.

Partitocrazia sì, grazie. Democrazia vaffanculo. Ecco il succo della possibile larga intesa.

Ma davvero dobbiamo starcene tutti zitti?

Al Presidente del Consiglio e leader dell'Unione On. Prof. Romano Prodi

Al leader della Casa delle Libertà On. Dott. Cav. Silvio Berlusconi

In merito al dibattito sulla riforma della legge elettorale, i sottoscritti manifestano tutta la loro contrarietà al mantenimento di un sistema antidemocratico come quello del proporzionale a liste bloccate che de facto crea un parlamento di nominati dai partiti.

Vi chiediamo pertanto di correggere questa norma che rappresenta il trionfo di quella partitocrazia che, a parole, entrambi avete più volte criticato.

In fede

*Se volete aderire con nome e cognome, dopo aver lasciato il commento mandate un'email a happyjack2002@libero.it. Grazie

scritto da holdenC
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sabato, 07 aprile 2007

 

In occasione della Pasqua è consuetudine scambiarsi gli Auguri!

Siamo però circondati da una quotidianità a livello mondiale che ben poco incoraggia qualsivoglia espressione augurale...

Nell'auspicare comunque almeno un giorno di pace e serenità,ricordo,appoggio e caldeggio a Voi tutti la manifestazione contro la Pena di Morte affinchè non sia una voce nel deserto...

 

Marcello De Giorgio.

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