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Riporto integralmente la pagina di LIBERO NEWS che riprende i "fattacci" di via Sarpi a Milano come doveroso completamento di cronaca...
Non vuol essere assolutamente una presa di posizione a favore dei Cinesi,ma un tentativo di chiarezza...
Bisogna che chi ha delle responsabilità se le assuma e, di conseguenza,paghi... O no?
Saluti.
Marcello De Giorgio.
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News > Libero Blog > Cronaca I
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| 14 aprile 2007 - 09:34 |
| Milano, Chinatown in rivolta
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| Un video prova che le multe sono fatte solo ai cittadini cinesi. Perchè?
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dispiace per quello che è avvenuto oggi, ma l'amministrazione manterrà la sua posizione". Così il sindaco Letizia Moratti ha bollato quanto accaduto ieri nella milanesissima Chinatown di via Sarpi, quando 300 cinesi si sono rivoltati contro polizia e vigili urbani, inscenando poi una manifestazione di protesta, che ha provocato le cariche della polizia poi stigmatizzate persino da un esponente di An. Le zone franche, secondo il primo cittadino, sarebbero quelle che tentavano di creare gli immigrati gialli, che non volevano rispettare le leggi nel "loro" quartiere. Leggi che invece, è sottinteso, nel resto della città sono rispettate. Beh, c'è un video che smentisce sia il sindaco che la polizia.
Il Corriere, solerte, è il primo a dare la notizia sul proprio sito, denunciando tra l'altro, nel titolo: " Sventolano bandiere rosse!" (E beh, sai, inviato del Corriere, essendo cinesi, non potevano sventolare bandiere blu). Il resoconto dettagliato del fattaccio è il seguente: la miccia si sarebbe accesa intorno alle tredici, quando una commerciante cinese si vede fare la multa da un vigile: sembra che la sua auto fosse ferma in divieto di sosta, che stesse scaricando merci fuori orario e che non avesse provveduto alla revisione.. Insomma, multa e libretto. Le proteste veementi della donna (pare che siano anche volati due schiaffi) attirano numerosissimi connazionali, e l'ennesima lite per una multa diventa una sorta di guerriglia urbana: lanci di bottiglie, auto divelte, cariche e controcariche si sono susseguiti un paio d'ore, generando più di un ferito in entrambi gli "schieramenti". E il tutto, insinua la polizia, sarebbe premeditato. Che sia in arrivo la tanto temuta invasione extracomunitaria annunciata da un terribile sventolìo di bandiere rosse, tanto per far felice Borghezio doppiamente? Pare di no. In realtà i cinesi denunciano un comportamento che, dicono, va avanti da sempre: una storia che riguarda le multe e i carrellini. I vigili - secondo gli orientali - sarebbero molto più solerti (e propensi) a multare i commercianti cinesi piuttosto che quelli italiani. Anzi, pare che i nostri connazionali, di multe, non ne ricevano per nulla. Questa è, ovviamente, la versione dei cinesi. Ma sempre sul Corriere, oggi, c'era riportata anche la versione particolare di due italiani (anzi, milanesi, studenti alla scuola di giornalismo dell' Università Cattolica), che nascosta una telecamera in uno scatolone e muniti di ingrombante carrello, hanno girato una sorta di grande fratello nascosto versione chinatown, riprendendo qualsiasi cosa accadesse loro intorno.I due hanno dapprima fermato un uomo italiano con un carrello, chiedendogli se avesse mai avuto problemi con le forze dell'ordine. L'uomo ha ammesso di aver ricevuto una multa per divieto di sosta, quella sì, ma per il carrello mai, e peraltro lo usa due volte a settimana in quella strada, cioè spesso. Intanto, le pattuglie passano, ma i due studenti muniti di irregolare carrello sembrano non esistere. Che siano in macchina, a piedi o in bici, i vigili proprio non si accorgono di loro. Finalmente dopo la quinta pattuglia di distrattoni, un uomo in divisa li ferma. Ma invece di sgridarli, il vigile li avvisa che qualcuno, dai negozi cinesi, sta riprendendo tutto. Si scusa, lo sventurato, ma sapessero, "la situazione è ormai satura, al limite", lì a via Serpi, perciò bisogna far vedere che si multano anche gli italiani. Altrimenti non sono "rogne" solo per il corpo dei vigili, ma anche "per l'amministrazione comunale" e, come dire, teniamo famiglia. Spiace, ma la multa va fatta. Però, dice scusandosi quasi l'uomo, in un'altra situazione "si sarebbe chiuso un occhio". Dunque, ricapitolando, l'italiano deve pagare la multa, ma solo perchè il vigile è convinto di essere ripreso dai cinesi, e per paura di lasciare in giro prove compromettenti, deve purtroppo multare anche il connazionale, altrimenti non lo farebbe mai. In definitiva, lì si multano cinesi, di solito. E basta. Questo lo hanno denunciato due studenti milanesi, non cinesi. Ora, viene da domandarsi, perchè? E' forse razzismo? Non credo. Forse che i cinesi, essendo risaputamente di più, significano più soldi? No, è ridicolo. Sarà mica che i commercianti milanesi sentono il peso della concorrenza e chiedono aiuto "allo Stato"? No, ma via, cosa andiamo a pensare: a Milano, la patria del liberismo economico, la culla del libero mercato, la madre del NO assistenzialismo dello Stato? E allora sì che non possiamo non essere d'accordo con le parole del Sindaco Donna (in) Letizia Moratti: "NO alle zone franche". E' vero. No alle sacche di illegalità diffusa, no a chi - incivile - non rispetta le regole! No a chi, delinquente, sbaglia e non paga il giusto prezzo, la giusta multa. "No alle zone franche", dice la Moratti, e noi le rispondiamo "Hai ragione donna Letizia! Le multe falle pagare anche al resto della città! Quella è la vera zona franca!"
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